Un ragazzo circondato e aggredito brutalmente e con efferata violenza, un 40enne accoltellato da un 22enne, la procura contesta il «tentato omicidio». È la sintesi della cronaca di quanto accaduto a Vasto Marina la settimana scorsa.
Si allunga, così, la lista di violenze e aggressioni. Protagonisti, ancora una volta, ragazzi, gang violente. Ci sono momenti della giornata, soprattutto delle notti, e luoghi che di fatto non appartengono alla convivenza civile, in cui anche solo passeggiarvi e attraversarli, parcheggiarci l’auto, diventa pericoloso, sono a rischio. Così non dovrebbe essere. E non basta più la sola contabilità della cronaca, degli episodi come notai dello status quo.
Agli episodi noti, che abbiamo riportato in questi ultimi mesi e l’anno scorso, se ne aggiungono altri che non sono stati denunciati. Per paura, per rassegnazione, per fatalismo, di fronte una (o più?) gang che terrorizzano, che agiscono vigliaccamente con il favore delle tenebre, aggrediscono, minacciano, incombono sui coetanei e sugli adulti.
Un ventre oscuro, che poi tanto oscuro, non è che vandalizza, sporca, aggredisce, alla Marina, nelle periferie e anche nel pieno centro storico. L’elenco è lungo, rimandiamo alla consultazione del nostro archivio per tanti, troppi, episodi noti. Per lo sfregio alla convivenza civile e al decoro pubblico.
Poco più di un mese fa un 43enne e un 41enne sono stati vittima di una brutale aggressione, cinque i componenti del branco, sul lungomare della Bagnante, l’anno scorso nella stessa zona ci sono state altre aggressioni. Poche ore dopo un uomo è stato aggredito e rapinato sulle dune di Vasto Marina. Un’altra brutale aggressione, con annesso tentativo di rapina, è avvenuta a Casalbordino nella notte tra il 10 e l’11 giugno. Branco sempre di giovanissimi, provenienti nell’occasione da Vasto e San Salvo secondo alcuni.
L’accoltellamento che ha portato a contestare il «tentato omicidio», il legale dell’accusato ha ribaltato le accuse affermando che si sarebbe difeso, ci ricorda la pericolosità di tutto questo, di come si rischia che prima o poi arrivi la tragedia. La realtà del quartiere Santa Rita, la violentissima rissa di qualche settimana fa su cui (come al solito) i riflettori si sono accesi solo per alcuni giorni e senza che nulla poi sia cambiato e si sia agito realmente, concretamente, con efficacia, interroga (o meglio dovrebbe, perché figurarsi se abbondano coscienza che si interrogano, tacere e chinare il capo, andare col cappello in mano a chiedere “protezione” a ras e capetti è molto più di moda e giustificato dal fatalismo vigliacco) anche sulla realtà vastese. Su come non dovrebbe essere accettabile che si susseguano aggressioni e violenze, anche dentro mura scolastiche, e gang impazzino.
È realtà quotidiana, o quasi, che continua a registrare un aumento esponenziale della deriva violenta: giovanissimi – molti appartenenti alle solite famiglie dei “soliti noti” che tutti conoscono e tutti fanno finta di non sapere chi sono – che bullizzano, aggrediscono, vandalizzano, taglieggiano a livello scolastico, serale e notturno a Vasto e dintorni.
Cronache che raccontiamo da anni, cronache che ci restituiscono aggressioni anche dentro le scuole e in pieno centro storico. Come ha denunciato l’anno scorso il giorno di Pasqua un commerciante del centro storico di Vasto, padre di famiglia, ci sono ragazzi che hanno paura ad uscire di casa, che sono minacciati nelle normali attività di un adolescente, che non si possono divertire. Mentre dal centro storico stesso al quartiere San Paolo spaccio e degrado avanzano, sono in piena attività.
In queste baby gang, bulletti violenti e prepotenti, ci sono anche le leve della criminalità di oggi e di domani. E sono sempre più spregiudicati, violenti, arroganti.
Droghe che rovinano famiglie, distruggono persone, sono alla base di tragedie. È inutile piangere lacrime di coccodrillo quando una tragedia è avvenuta, non servono a nulla moralismi e finti pietismi. Si dovrebbe avere occhi aperti, agire, essere cittadini e non quaquaraqua e cicisbei prima, molto prima. Avere il coraggio di dirlo che esiste un ventre oscuro, che violenza, bullismo, aggressioni, esistono, persistono e crescono. E minacciano la normale convivenza civile, sono la quotidiana guerra di gentaglia vigliacca, indegna e prepotente.
«Pericolosità sociale difficile da infrenare» sono parole dell’allora comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona Luigi Grella del 2022. Quell’anno, primo di una serie che è proseguita l’anno scorso con l’aggressione (anche con mazze) a dei ragazzi, ci fu il primo atto violento che segnò i solenni festeggiamenti della Madonna dei Miracoli a Casalbordino. Abbiamo avuto poi altri fatti gravi, compreso l’accoltellamento di un ragazzo che avrà danni permanenti ed è arrivato ad un passo dal subire un fendente mortale. È stato aggredito, negli anni, anche un carabiniere in servizio.
Aprile, mese in cui tanti, troppi, hanno sparlato, sciacallato, speculato, anche morbosamente, su una tragedia familiare è anniversario particolare per Vasto. Un anniversario dimenticato, occultato, che nessuno ricorda mai. Diciannove anni fa questa città perse la verginità definitivamente, si ebbe la conferma che non è un territorio innocente. Ci fu la prima grande inchiesta antimafia. Un clan era nato in città, con tentacoli che arrivavano nel cuore della società bene. In meno di dieci anni sono stati stroncati altri sodalizi criminali. Autoctoni e strutturati. Il primo, quello sgominato nell’aprile 2007, aveva come dominus un soggetto su cui la Commissione Parlamentare Antimafia aveva chiesto di accendere i riflettori dal gennaio 1994.
Quanto accaduto a Casalbordino nella notte tra il 10 e l’11 giugno non è un episodio minore, non è un fatto leggero. È l’ultima dimostrazione di cosa si sta muovendo, e che in un comune con seri problemi di ordine pubblico ora arrivino da fuori (non è la prima volta) giovanissime leve che arrivano a tentare di taglieggiare un ragazzo in piena notte dovrebbe far riflettere. Quando denunciammo sei anni fa la prima volta i segnali dei fuochi d’artificio, dei botti criminali, ci fu chi ci irrise, chi sottovalutò. Sembrava un’esagerazione giornalistica. I fatti ci hanno dato ragione, quando nel 2023 a Rancitelli fu contestato per la prima volta il 416bis i magistrati scrissero pagine – di fatti documentati e acclarati – sovrapponibili con le nostre. Quei botti vengono sparati spesso anche nella zona 167 di Vasto. E non solo. In notti segnate da queste nuove leve, da questi ragazzini arroganti, prepotenti, bulli, vigliacchi ed efferati.
Fino a quando si vuol continuare a tacere? Fino a quando si penseranno alle cazzate e non ad una presa di coscienza reale e fattiva? Fino a quando si permetterà a questi soliti noti di abusare della pazienza delle coscienze civili? Fino a quando si continuerà a fare Sand’Andonji accett tutt?

È scattata alle prime luci dell’alba di lunedì una vasta operazione di Polizia contro la violenza giovanile in tutta Italia. Le indagini che hanno portato alla maxi retata di oggi sono scattate in seguito alle violenze avvenute a Roma in zona Colosseo il 1° luglio quando furono assaltate anche vetture della Polizia Locale.
Sono 44 le province in tutta Italia coinvolte, tra cui due abruzzesi: Pescara e L’Aquila.
«539 gli arrestati, 954 le persone denunciate, 703 kg di stupefacenti sequestrati, 1182 gli immobili controllati, fra cui 24 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 117 i controlli alle sale giochi e 543 agli esercizi commerciali, 506 le sanzioni amministrative contestate, sequestrati 307.000 euro in contanti, 49 armi da fuoco e munizionamento, 87 armi bianche e 95 oggetti atti ad offendere. Individuati 973 profili social inneggianti all’odio e alla violenza. 187.956 soggetti controllati nelle zone di spaccio e della movida» e sono stati sequestrati «41 kg di cocaina, 660 kg di cannabinoidi, 2 kg di ketamina, circa 1000 pastiglie di ossicodone, nonché quantitativi di sostanze stupefacenti e psicotrope tra cui shaboo, ecstasy e MDMA e benzodiazepine, unitamente a diversi bilancini di precisione» e « numerosi oggetti provento di furto, tra cui collane d’oro, cellulari e 307.000 euro in contanti, sono state sequestrate 49 armi da fuoco, corte e lunghe, nonché munizionamento di diverso calibro» oltre a «87 armi bianche, 95 oggetti atti ad offendere, tra cui 3 storditori elettrici, 1 mazza da baseball, 1 bastone sfollagente telescopico, 1 bastone in metallo, bombolette di spray urticante, diversi taglierini e strumenti atti allo scasso» ha reso noto la Polizia di Stato.




