Mi è stato chiesto per chi voterò alle prossime elezioni. Lo confesso, non ho saputo rispondere e ho preso tempo: ne riparleremo il prossimo anno.
La politica, e molti di coloro che ne sono impegnati, hanno perduto il senso morale.
È assente, andato disperso, sconosciuto ai più. Non si tratta di uno smarrimento accidentale, dovuto al caso, ma è il risultato della perdita di umanità.
Avverto un un generale particolarismo individualistico che incattivisce gli animi.
Si può fare politica in molti modi, ma sono due quelli fondamentali: l’agire politico morale e quello immorale.
Oggi prevale il secondo tipo, e allora la politica è diventata affare, raggiro, inganno, e di conseguenza corruzione, non solo nel senso monetario e penale, ma soprattutto come corrompimento sociale, culturale, delle coscienze.
Ha scritto Immanuel Kant: “La vera politica non può procedere di un passo senza aver prima reso omaggio alla morale”. Allora, c’è speranza?
Ancora una volta ci viene in soccorso Kant affinché venga superata l’inerzia di quella che lui definisce “la ragion pigra“, vale adire la indifferenza e la rassegnazione.
Occorre, senza indugio, chiudere l’attuale sipario e impegnarsi, tutti assieme, per aprirne uno autentico sul mondo.
Ripeto, TUTTI ASSIEME!



