A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, ricorda l’eredità professionale e morale di Paolo Borsellino e affronta i nodi più delicati della giustizia italiana.
«Rimangono il suo rigore, la sua grande professionalità e il modo nuovo con cui ha affrontato il fenomeno mafioso», afferma Tango, sottolineando come Borsellino e Falcone abbiano rappresentato anche il riscatto della società civile.
Nell’intervista rilasciata a WordNews.it, il presidente dell’ANM interviene duramente sulle recenti riforme: dall’abolizione dell’abuso d’ufficio alle limitazioni delle intercettazioni, fino al ridimensionamento della Corte dei conti.
«Il trend che si registra è quello di un indebolimento del controllo giudiziario e questo non fa bene al Paese».
Tango parla anche degli attacchi politici contro i magistrati, della crisi di fiducia, delle degenerazioni correntizie nel CSM, della situazione drammatica delle carceri e della carenza di personale e risorse. La conclusione è netta:
«Non si possono fare nozze con i fichi secchi.
Il sistema giustizia è uno dei pilastri fondamentali della democrazia».
Guarda l’intervista integrale a Giuseppe Tango su WordNews.it.





