I Campionati mondiali di calcio sono andati in archivio anche quest’anno. Tra Canada, Messico e Stati Uniti per settimane abbiamo visto il trionfo del business pallonaro, di lustrini, show e (in parte) anche show. Un Mondiale che ha destato polemiche, rischiando di scatenare anche crisi diplomatiche, per un cartellino rosso e squalifica annessa cancellata, per amenità varie e il solito contorno del circo del dio Eupalla.
Siamo reduci dall’ennesimo trionfo pallonaro, da vincitori in trionfo. Nel clamore, nell’interesse, nei riflettori di (quasi) tutto il mondo. C’è stato, invece, un altro trionfo passato nel silenzio più totale, nell’indifferenza, coperto dietro il velo del carrozzone e dello show business. È stato, ancora una volta, quello delle mafie, della schiavitù sessuale, dello sfruttamento sessuale anche pedofilo. Come accade per ogni grande evento sportivo mondiale, come accaduto per gli Europei in Francia (nel nostro archivio si trovano articolo che lo documentano e denunciano), come accade ogni anno negli USA per il SuperBowl. Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, anni fa pubblicò la testimonianza di un ispettore dell’unità crimini sui minori della polizia americana. «Lui ricordava che mentre tutto il paese si fermava, mentre le Tv facevano affari d’oro (uno spot pubblicitario al SuperBowl viene pagato più di 21mila euro al secondo: pensate quindi di che business stiamo parlando) lui e i suoi colleghi venivano tutti precettati e mandati, già diverse settimane prima, nelle città dove di volta in volta il Super Bowl si svolgeva – scrisse Frassi – E sapete perché? “Perché i trafficanti di esseri umani lì, portavano le bimbe e i bimbi, da far prostituire”. Il bravo papà che andava con gli amici a vedere la finalissima dell’anno, poi aveva in realtà altri “divertimenti” da seguire. Tutti sulla pelle dei bambini. Spesso “importati” da paesi poveri, ma altrettanto spesso figli della stessa America. Rapiti per essere sfruttati. “Fino alla morte”».
Poche ore prima della finalissima dei Campionati mondiali le agenzie di stampa internazionali hanno pubblicato la notizia dell’arresto dei fratelli Tate proprio negli USA. Stupro, tratta a scopo di sfruttamento sessuale, detenzione di immagini di minori e pornografia estrema le accuse per il più famoso dei due, Andrew Tate. Personaggio noto da anni alle cronache mondiali, autore di crimini di una brutalità disumana contro donne e minori vittime di tratta. Un personaggio che ci ricorda quanto Epstein non è unico, una sorta di Epstein europeo diventato punto di riferimento per incel e fautori delle reti dello stupro a pagamento, propagatore di ideologie criminali che vedono le donne come carne da macello, oggetti da sfruttare sessualmente per ogni perversione e depravazione, anche minorenni. Tate iniziò la sua ascesa criminale, costruendo le sue reti di sfruttamento sessuale, nel 2014 facendo leva sulla pornografia. In un articolo pubblicato dal Guardian lo scorso 24 giugno sono stati sottolineati i tratti in comune tra Andrew Tate e Jeffrey Epstein e quanto il primo, a livello sociale, sia probabilmente anche più pericoloso in quanto diffusore di ideologie criminali che tendono a diffondere sempre più lo stupro a pagamento e la schiavitù sessuale anche pedofila. È un impero degli abusi quello di Tate ha denunciato il mese scorso il New Yorker.
«Domanda senza precedenti» da «tifosi ubriachi» ha denunciato The Sun all’inizio di luglio. Atti orribili alla frontiera tra Stati Uniti e Messico, sfruttamento della tratta «sconvolgente» con gruppi criminali che controllano intere aree geografiche pesantemente coinvolti nello sfruttamento sessuale, la denuncia pubblicata dal quotidiano USA. Che riporta la notizia di un’operazione di polizia avvenuta il 23 giugno contro la tratta legata proprio ai Mondiali. Sei arresti in quest’operazione, il doppio in una precedente analoga. Tra le 30.000 e le 60.000 le vittime di tratta durante i mondiali del 2006 in Germania, «è probabile che tale cifra sia molto più elevata per i Mondiali di quest’estate, considerati le dimensioni maggiori della competizione, la sua durata e le tre principali sedi» sottolinea The Sun. «A sole due ore di auto dallo stadio di Città del Messico, dove il Messico ha battuto il Sudafrica per 2-0 nella partita inaugurale del torneo, si trova Tenancingo, la capitale mondiale della tratta a scopo di sfruttamento sessuale» sottolinea il quotidiano. A maggio The Times ha denunciato che c’erano uomini che reclutavano ragazze povere e vulnerabili di appena 11 anni.
Queste alcune delle ultime notizie legate alle pedomafie e allo sfruttamento dello stupro a pagamento tra Stati Uniti, Messico e Venezuela.
Manuel Valenzuela, messicano, 35 anni, condannato a 5 anni per traffico pedofilo, alcuni bambini erano di soli 5 anni e tutti venivano sedati con caramelle drogate.
Un texano è stato condannato a 20 anni per abusi sessuali efferati
Otto venezuelani incriminati per traffico pedofilo nel Tennessee.
Messicano 18enne arrestato in Virginia, aveva adescato una 14enne su una app di messaggistica e poi l’ha stuprata.
Sfruttamento della prostituzione, frode di identità, riciclaggio di denaro e traffico aggravato di stupefacenti le accuse a Columbus contro i nove che avevano costituito una rete di sfruttamento della tratta pedofila.
Otto bambini scomparsi sono stati ritrovati durante un’operazione di polizia contro la tratta pedofila mentre i Campionati mondiali erano in corso.
Violenza sessuale su minori di età inferiore ai 4 anni, inclusi neonati, e produzione di materiale pedopornografico le accuse che hanno portato ad un arresto nel Minnesota.
Un 34enne è stato arrestato a Washington per aver tentato di offrire 1000 euro ad una madre per poter abusare della figlia minorenne.
8 arresti e sequestro di 13.204 dollari nella contea di Passaic in operazione di polizia contro reti dello sfruttamento e del narcotraffico.





