“Quel che abbiamo fatto sin dall’inizio nella commissione antimafia, i nostri esperti campioni di antimafia Scarpinato De Raho e tutti gli altri, hanno presentato un memoriale molto dettagliato con tutte le possibili piste da approfondire per ricostruire le trame eversive che comprendono la massoneria sovversiva, comprendono i servizi deviati, comprendono i mandanti anche negli apparati dello Stato oltre che terrorismo neofascista. Ma purtroppo nonostante sia da qualche anno che questa commissione antimafia sta lavorando, ci si è concentrati solo su una pista e quella che Mafia&Appalti che è molto riduttiva.
E in più, avete seguito tutti, il GIP Luparello ha per due volte invitato la Procura di Caltanissetta ad approfondire varie pista che sono rimaste inesplorate ma che comunque sono piste concrete alla luce di tutti i riscontri, di tutte le sentenze già che magistratura ha pronunciato. Ebbene la Procura di Caltanissetta ha resistito. Eppure parliamo di un GIP che ha indicato verifiche molto dettagliate, addirittura oltre 40 . C’è stato un ricorso della Procura contro questa indicazione del GIP in Cassazione.
La Cassazione ha detto che è un ricorso inammissibile. Quelle verifiche, quegli approfondimenti vanno fatti. Dobbiamo accertare la verità, non ci stancheremo. Purtroppo in questa commissione antimafia siamo in minoranza ma siccome tocca a noi, andremo al Governo, sarà una delle prime cose che faremo in una commissione antimafia diversamente ovviamente costruita con una maggioranza che, confido, vorrà finalmente accertare e non farsele dettare dal prefetto Mori.”
Con queste parole il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, il 19 luglio in via d’Amelio ha affondato il lavoro della commissione antimafia e quello della procura di Caltanissetta, denunciando apertamente le influenze del Generale Mario Mori all’interno della stessa commissione.
“Non sono qui per appropriarmi della memoria di Paolo Borsellino. L’ho detto prima. E’ una memoria collettiva, è una memoria che appartiene all’Italia, all’Italia migliore.
Quindi non sono io, assolutamente, non è il Movimento 5 Stelle che sta qui ad appropriarsi del suo esempio di vita, del suo sacrificio, della sua abnegazione e della sua lucidità intellettuale nel combattere la mafia. Noi siamo qui semplicemente per applaudire a questo esempio, per ricordarlo, ravvivarlo. Siamo qui perché vogliamo essere dalla parte giusta dell’Italia migliore.”
Risponde così alle domande dei giornalisti sulla presenza come unico leader di un partito politico in quella giornata, specificando che si trova in via d’Amelio non per parlare dal palco ma per ascoltare.
Poi arriva l’ultima domanda, se la minoranza in Commissione Antimafia preparerà una relazione di minoranza, visto che la maggioranza sta scrivendo la sua. La risposta è stata lapidaria: “Ci può giurare“.





