L’intervento nella giornata dedicata a Paolo Borsellino: dalla politica delle stragi alla componente neofascista, fino agli attacchi contro Report e agli ostacoli posti alla ricerca della verità.
Nel suo intervento, Stefania Limiti ricostruisce il filo che unisce la strage di Capaci, via D’Amelio e gli attentati compiuti sul continente tra il 1992 e il 1994. Una riflessione sulla pista nera, sui depistaggi e sulle responsabilità ancora da approfondire, accompagnata da un appello rivolto soprattutto ai giovani: quelle vicende non appartengono al passato, perché hanno contribuito a plasmare la società e gli assetti politici di oggi.
Intervento di Stefania Limiti
Buonasera, grazie di avermi invitata. Un saluto a tutti e tutte, un abbraccio carissimo e fraterno a Salvatore Borsellino in questa giornata che rappresenta, rappresenta sempre di più, con sempre maggiore forza, una giornata di resistenza. È una giornata vera e propria di resistenza in cui siamo chiamati e chiamate a svolgere il nostro compito.
Che cosa sta accadendo? Sta accadendo quello che la storia repubblicana ha visto già in altre occasioni: di fronte ad una verità, di fronte a elementi che spiegano il senso della politica delle stragi, perché di questo stiamo parlando, si attuano, in varie forme, in varie modalità e con varia intensità, dei depistaggi.
Oggi siamo di fronte a questa situazione: noi abbiamo un pezzo della società costituita innanzitutto dalle associazioni, dalle vittime, da coloro che seguono con grande partecipazione lo sviluppo delle indagini, delle inchieste, del dibattito, della riflessione; e tutto questo ha portato a gettare una nuova luce sul significato della strage di via D’Amelio, ma direi non solo sulla strage di via D’Amelio, ma sull’intera strategia stragista che tra il ’92 fino al ’94 ha segnato le sorti del nostro Paese; facendo quello che le stragi hanno sempre fatto, quello che la politica delle stragi ha sempre fatto, cioè cambiare il corso delle cose, congelare le energie più innovative che si organizzano, che guardano al futuro, ad un futuro per un’Italia che possa avere sempre con più forza una forma e una sostanza così come vuole la Carta Costituzionale.
In quel biennio avvenne questo: la strage di Capaci prima, poi la strage di D’Amelio, l’ondata dello stragismo sul continente, come si suol dire, non può essere spiegata solamente attraverso il contributo mafioso, che pure ci fu; ma troppi altri elementi ci portano ormai verso un’altra direzione, verso la direzione di un’alleanza che si costituì ed è la stessa alleanza che è stata protagonista di altre fasi stragiste. Ma in quel momento noi abbiamo un’alleanza di cui una componente neofascista emerge con sempre più forza, è stata protagonista; si sta discutendo di questo, gli elementi che sono emersi sono questi.
Eppure, di fronte alle evidenze, di fronte alla necessità di approfondire e di fronte al fatto che questi elementi nuovi sono già stati a loro volta elemento di depistaggio…perché la presenza di Stefano Delle Chiaie in Sicilia nel ’92, nei giorni della strage, in altri giorni, i suoi contatti nell’isola, i suoi rapporti con il boss Troia e molto altro è già stata oggetto di un occultamento.
Quindi questo significa che molte mani hanno già lavorato per impedire che alcune piste investigative potessero essere e potessero essere seguite. Questo allora è successo e i depistaggi hanno avuto una loro forza, per cui per molti anni noi abbiamo cercato di dare un significato alle stragi attraverso tanti altri elementi e ora siamo di fronte ad una svolta: la svolta è quella che ci parla di una pista nera.
Eppure vedete quello che sta accadendo, pensate solamente sul piano dell’informazione quello che sta accadendo, pensate agli attacchi che subisce una trasmissione come Report, che è stata un po’ la punta di lancia attraverso i contributi di Paolo Mondani a queste nuove inchieste.
Oggi è un giorno molto speciale; io…mi dispiace non essere lì, dico che tutti e tutte siamo chiamate a dare il nostro contributo di verità con gli strumenti che abbiamo, perché nessuno deve pensare che queste vicende sono troppo lontane.
Lo dico soprattutto ai più giovani: state attenti, non sono così lontane, perché quelle vicende hanno dato forma alla nostra società di oggi, ai nostri assetti politici di oggi.
Noi oggi abbiamo una destra al governo che, non a caso, sta facendo un’opera di sbarramento nei riguardi di una operazione di verità e questo noi non glielo permetteremo.
Io vi mando un abbraccio solidale sperando di incontrarvi presto, vi auguro un proseguimento di buon lavoro.



