Senza accorgercene, ci stiamo assuefacendo a dei cambiamenti profondi, valoriali e fattuali, della realtà.
Ci stiamo assuefacendo al genocidio di Gaza, dove si continua stancamente a protestare senza riuscire a incidere veramente su una strage perpetrata in diretta sotto i nostri occhi. Ci stiamo assuefacendo all’idea del riarmo, della guerra futura verso cui ci stanno portando, e diminuisce sempre più la capacità di reazione di una popolazione che stancamente avverte il pericolo del dramma futuro.
Ci assuefacciamo al carburante che ha superato i due euro al litro, all’inflazione conseguente, alla stagnazione dei salari, alla precarizzazione del lavoro, alla privatizzazione a fini di profitto dei beni comuni come sanità, scuola, acqua, ecc.
Perché non si ha una vera e forte reazione verso questo degrado?
Probabilmente perché la concentrazione della ricchezza che si è avuta con il neoliberismo, dove tre grandi multinazionali, BlackRock, Vanguard Group e State Street Corporation, controllano un quarto del Pil mondiale, oltre 32.000 miliardi di dollari, e possono decidere della politica dei vari Stati, fa sì che non ci siano reazioni contro il genocidio, che si continui il riarmo e si consideri inevitabile la guerra futura. Se la politica, per ragioni evidenti di supremazia di potere, è soggetta alla finanza, come è possibile far assuefare la popolazione ai nuovi assetti valoriali?
Questo avviene con il dominio della comunicazione, per cui la realtà percepita appare diversa da quella reale. Se in un giornale, in Tv o sul web si parla di un dramma come il genocidio di Gaza, della guerra, del riarmo, del costo del carburante o dell’inflazione crescente, queste notizie sono frammentate da immagini che portano la mente verso il piacere sessuale o del cibo, oppure verso il desiderio di oggetti o situazioni gradevoli. In pratica, si tende a mettere sullo stesso piano, nei frame profondi dei nostri cervelli, tutte queste cose, facendo perdere valore e tensione morale ai drammi veri, mischiandoli con altre realtà, oltre a ipertrofizzare notizie che costituiscono distrazione di massa e spostano l’attenzione altrove.
Ranucci con Report deve essere allontanato perché non si è assuefatto a non toccare alcuni temi e documenta la realtà in maniera inoppugnabile.
Ma ciò che colpisce di più è una sinistra assuefatta al pensiero unico neoliberista, infiltrata da quinte colonne, che non riesce a elaborare e portare avanti un assetto valoriale e fattuale realmente alternativo a questo degrado. L’assenza di una vera dialettica nella società attuale e il controllo quasi del tutto monopolistico della comunicazione costituiscono il vero problema in una società in continuo degrado, che pensa di poter risolvere i problemi con Vannacci e la Decima Mas.
Tutta questa assuefazione mostra il degrado del modello occidentale. Per fortuna, in altre parti del mondo cominciano a sorgere e ad affermarsi strade alternative, con assetti valoriali e fattuali diversi. Se non scoppiano drammi autodistruttivi, nel nuovo assetto multilaterale potrebbe esserci una possibile strada per il futuro.



