Al Castello Ducale, per “Arièl a Castello”, la giornalista e scrittrice ha presentato il libro dedicato a suor Elvira Tutolo e ai bambini della Repubblica Centrafricana. Un viaggio dentro la guerra e la povertà, ma soprattutto dentro la possibilità concreta di cambiare una vita.
Con questo video WordNews.it completa il percorso delle quattro presentazioni dedicate a Tamburini, De Chiara, Salvatore e Mancinone.
CASOLI (CHIETI) – “L’Africa nel cuore”, il libro della giornalista e scrittrice Antonella Salvatore, chiude gli eventi realizzati presso il Castello Ducale di Casoli nell’ambito della dodicesima edizione del Festival letterario dannunziano “Arièl a Castello”.
L’incontro si è svolto domenica 30 agosto 2026, nella giornata conclusiva della manifestazione voluta dall’Amministrazione comunale di Casoli. A dialogare con Antonella Salvatore è stata Costanza Cavaliere.
WordNews.it propone il video integrale della presentazione, un incontro che porta lo sguardo molto lontano dall’Italia e contemporaneamente vicinissimo a una questione universale: cosa siamo disposti a fare quando davanti a noi c’è un essere umano che ha bisogno di essere salvato?
Guarda la seconda parte della presentazione di Antonella Salvatore a Casoli su YouTube
“L’Africa nel cuore”: la storia di suor Elvira Tutolo
Pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, L’Africa nel cuore racconta l’opera di suor Elvira Tutolo, missionaria originaria di Termoli impegnata da decenni nella Repubblica Centrafricana, uno dei Paesi più fragili del continente africano.
Antonella Salvatore raccoglie storie di bambini, adolescenti e giovani donne cresciuti dentro una realtà segnata da violenze, povertà estrema, conflitti armati e abbandono. Alcuni di loro sono stati coinvolti direttamente nella guerra; altri hanno vissuto sulla strada, senza famiglia, istruzione o possibilità di immaginare il proprio futuro.
Accanto alla violenza racconta l’ostinazione della cura. Accanto alla guerra racconta l’accoglienza. Accanto all’abbandono racconta qualcuno che decide di fermarsi e dire: questa vita mi riguarda.
Le testimonianze raccolte da Antonella Salvatore restituiscono la dimensione umana di fenomeni che troppo spesso vengono raccontati soltanto attraverso cifre e categorie.
Suor Elvira ha costruito negli anni un modello fondato non semplicemente sull’assistenza, ma sulla ricostruzione dell’autonomia: alfabetizzazione, formazione professionale, sostegno sanitario, inserimento in famiglie e realizzazione di piccoli progetti che permettano ai giovani di costruire il proprio futuro nel loro Paese.
L’accoglienza invece dell’orfanotrofio
Uno degli elementi più significativi dell’esperienza di suor Elvira riguarda proprio il concetto di famiglia.
Nella sua attività la religiosa ha promosso l’accoglienza dei bambini all’interno delle famiglie locali, rifiutando l’idea che l’unica risposta possibile all’abbandono dovesse essere l’istituzionalizzazione in un orfanotrofio.
Il racconto proposto a Casoli costringe a confrontarsi con la maniera in cui l’Occidente continua troppo spesso a osservare il continente africano.
La menzione “Sandro Pertini” al Premio Pier Paolo Pasolini
Il volume di Antonella Salvatore ha ricevuto anche la menzione speciale intitolata al Presidente della Repubblica Sandro Pertini nell’ambito della seconda edizione del Premio nazionale Pier Paolo Pasolini, organizzato da Dioghenes APS e WordNews.it.
Da Casoli quattro libri, quattro sguardi sulla realtà
La presentazione di Antonella Salvatore si inserisce in un percorso culturale più ampio costruito nell’ambito del Festival.
Tra il 29 e il 30 agosto, al Castello Ducale, sono stati protagonisti Stefano Tamburini, Paolo De Chiara, Antonella Salvatore e Giovanni Mancinone: quattro autori, quattro libri profondamente differenti: dal potere politico alle mafie, dai testimoni di giustizia ai bambini africani, fino alle vittime delle morti sul lavoro.
Le altre tre presentazioni già pubblicate da WordNews.it
- Stefano Tamburini – “L’Italia dei favori”. Il giornalista e scrittore, vincitore della seconda edizione del Premio Pasolini, ha affrontato clientele, potere economico, corruzione, diritti trasformati in concessioni e progressivo allontanamento dei cittadini dalla partecipazione democratica. A dialogare con Tamburini è stato Paolo De Chiara. Casoli, Stefano Tamburini smaschera “L’Italia dei favori”
- Paolo De Chiara – “Una vita contro la camorra”. Con Alessio Di Florio, la presentazione ha portato al centro la storia del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto, il prezzo della denuncia, le difficoltà del sistema di protezione e il rapporto tra mafie, informazione e responsabilità dello Stato. Casoli, “Una vita contro la camorra”: il prezzo pagato da chi denuncia le mafie
- Giovanni Mancinone – “Corpi al macello”. Sono entrate nel Castello Ducale le storie delle vittime delle morti sul lavoro e soprattutto quelle dei familiari rimasti a cercare verità e giustizia dopo tragedie troppo spesso trasformate rapidamente in numeri. Casoli, “Corpi al macello”: Giovanni Mancinone racconta la strage silenziosa delle morti sul lavoro
Il potere raccontato da Tamburini. La camorra e il prezzo della denuncia raccontati da De Chiara. Le morti sul lavoro denunciate da Mancinone. E infine l’Africa di Salvatore: bambini strappati alla guerra. Quattro storie diverse ma legate da una sola parola: responsabilità.



