Il 1° gennaio la rete di monitoraggio della qualità dell’aria dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente campana ha registrato numerosi superamenti dei limiti di legge per le concentrazioni di PM10.
La concentrazione e gli orari, come ampiamente denunciato già nelle scorse settimane dalla stessa agenzia e come abbiamo riportato nel nostro articolo del 31 dicembre 2021, riconducono ai botti, ai fuochi d’artificio di fine anno. Quei botti che ammazzano e feriscono indifesi ed incolpevoli animali, ogni anno causano carneficine di feriti gravi e anche morti (quest’anno che la notizia sia stata 0 morti fa capire il livello tradizionale) ed inquinano, appestano, avvelenano l’aria.
Avvelenano l’aria ma non solo, perché quel veleno e quel fuoco ha, a troppe latitudini e in troppi casi, anche un marchio ben preciso: quello eversivo dei sistemi criminali, delle mafie, del mondo di mezzo e del mondo di sotto che dilaga ed infetta i territori italiani. Sfrontati, strafottenti, violenti, scellerati, criminali che cercano di imporsi. A forza di violenze e di racket, di droga con cui inondano le città e di propaganda squallida, criminale, indegna come loro, esseri a cui mai e poi mai dev’essere riconosciuto neanche mezzo briciolo di dignità. Quella propaganda criminale e immonda che nei social network trova sterminate casse di risonanza.
«Siamo arrivati a oltre 2mila video segnalati per il Capodanno della vergogna, quello celebrato a Napoli e provincia in perfetto ‘stile gomorra’ da centinaia di uomini, donne, anche minorenni, che hanno deciso di salutare il 2022 sparando all’impazzata con pistole e fucili, anche ad altezza uomo – ha denunciato il consigliere regionale dei Verdi in Campania Francesco Emilio Borrelli – Un vero e proprio campionario di cultura criminale e irresponsabilità di fronte al quale si può solo impallidire».
Questi video, ha aggiunto Borrelli, sono diventati «una nuova orribile moda, facendosi vanto anche quando si utilizzano armi vere e non caricate a salve». Un corposo video-dossier è stato predisposto, per una denuncia alla Polizia Postale, è stato predisposto dallo stesso Borrelli.
Che ha costituito anche un Osservatorio TikTok, dal nome del social network su cui questi video criminali hanno avuto maggiore diffusione. Ma non sono state le uniche denunce di questa settimana. Perché anche la Campania è stata teatro del capodanno eversivo a suon di bombe e attentati mafiosi. Alcuni episodi li abbiamo già riportati nel nostro precedente articolo.
Aggiungiamo l’incendio del furgone di una ditta di impianti elettrici ad Arzano. Episodio denunciato da un cittadino a Borrelli a cui lo ha definito «un atto intimidatorio nei confronti dell’imprenditore, di stampo camorristico portato avanti da uomini legati al clan Monfregolo, appartenente al sodalizio Amato-Pagano.
«Arzano è da troppo tempo sotto assedio dei clan. Era lo scorso 24 novembre quando durante un agguato in un bar di via Silone due killer giovanissimi hanno fatto irruzione sparando all’impazzata provocando 5 feriti, estranei agli ambienti criminali – la denuncia di Borrelli – Mentre lo scorso giugno Pasquale “picstik” Cristiano fu arrestato perché nonostante fosse agli arresti domiciliari aveva sfilato per le strade di Arzano in Ferrari per un corteo per la prima comunione del figlio».
In Via Santa Monica a Napoli a Capodanno «qualche delinquente si è divertito a crivellare porte e finestre a colpi di pistola», in due appartamenti nel quartiere Mercato e un terrazzo in via Stadera sono stati incendiati dai fuochi d’artificio.
Foggia e San Severo sono stati in questi primi giorni del 2022 uno degli epicentri del capodanno criminale. La regione delle quattro mafie, della società foggiana e di mafie sempre più pervasive, violente, eversive, capaci di infiltrare e deviare l’economia legale e pezzi delle istituzioni della politica. Una sorta di laboratorio criminale, paragonabile probabilmente solo ad Ostia, Roma e Latina.
Lì dove impazzano i Di Silvio, i Casamonica e gli Spada. In connessione, soprattutto ad Ostia (la testata contro Piervincenzi fu tirata appena dopo la domanda sull’appoggio a Casa Pound) e Latina in combutta con l’estrema destra neofascista. La notte tra il 3 e il 4 gennaio due bombe sono esplose davanti attività economiche di San Severo, ennesima dimostrazione della ferocia dei sistemi criminali mafiosi in una città dove nei mesi scorsi hanno sparato e assassinato anche in mezzo alla folla (bambini compresi). Danneggiate anche sei auto e i vetri di un’abitazione.
La notte tra il 6 e il 7 gennaio una bomba è esplosa contro il portone d’ingresso dell’abitazione a Vieste di un 39enne già noto alle forze dell’ordine che sarebbe legato ad uno degli esponenti di spicco di un clan della mafia garganica. Un’altra bomba è stata lanciata a Foggia contro un negozio di fiori a cui è stata completamente divelta la saracinesca colpendo anche i vetri degli appartamenti al primo piano e il portone d’ingresso di un condominio.
L’ultimo episodio è di non molte ore fa: la notte tra il 9 e il 10 gennaio a Sibari un inferno di fuoco è stato scatenato contro un rivenditore di automobili, bombole a gas e pellet: undici auto sono state divorate dal fuoco di un incendio di chiara matrice dolosa.





