Video con pistole, botti, agguati, bombe: l’eversione mafiosa è esplosa in questi primi giorni del 2022
Dopo i nostri primi due articoli, a cavallo del trapasso d’anno, nuove gravissime notizie. Migliaia di video con pistole denunciati in Campania da Borrelli (Europa Verde), attentati mafiosi nel foggiano, in Campania e in Calabria.
IL 10 gennaio abbiamo denunciato e documentato come, anche quest’anno, i sistemi criminali mafiosi hanno sfruttato la notte di Capodanno per ribadire il proprio potenziale eversivo, la loro immensa pericolosità e presenza in varie regioni. Segnando il territorio e la propria presenza con fuochi d’artificio, anche lì dove era proibito, attentati ed agguati. A cavallo del trapasso tra l’anno vecchio e il nuovo c’è stata un’escalation tra Puglia, Calabria e Campania soprattutto.
Un agguato anche a Rancitelli di Pescara, come abbiamo denunciato il 12 gennaio.
Poche ore dopo la pubblicazione del nostro articolo del 10 gennaio un altro attentato è stato compiuto dalle batterie mafiose foggiane. Altri ancora si sono susseguiti in questi giorni, la settimana scorsa un attentato incendiario ha distrutto l’auto di un assessore del comune di Monte Sant’Angelo.
Tra l’altro uno dei comuni sciolti per mafia negli anni scorsi, una lunga lista ultimo dei quali è stato quello di Foggia l’anno scorso. E le relazioni delle commissioni ministeriali, le inchieste della magistratura, gli scioglimenti dei comuni documentano quanto ormai la Società foggiana sia sempre più pericolosa e ha penetrato il tessuto sociale, economico, politico ed istituzionale.
Come già accaduto in passato per Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta (la stampa francese sta seguendo il processo Rinascita-Scott molto più di tanta stampa italiana) e, per esempio, l’ascesa delle mafie nigeriane la stampa internazionale si sta accorgendo ed interessando di quanto sta accadendo nel foggiano e della ripetuta sfida eversiva delle mafie foggiane. Il Times di Londra, storico quotidiano inglese fondato nel 1785, vi ha dedicato di recente un breve articolo dal titolo «La nuova mafia dal grilletto facile che sfida la polizia».
Questi i contenuti in italiano dell’articolo.
Un gruppo mafioso emergente noto per l’estrema violenza ha lanciato la sfida alla polizia con otto bombe lanciate contro aziende ed attività commerciali. È conosciuta come la quarta mafia, i clan di Foggia e dintorni, in Puglia. Attacchi lanciati gli attacchi dopo arresti e sequestri volti a contrastare il loro potere.
Piernicola Silvis, questore e dirigente di polizia in pensione ed oggi scrittore, ha affermato che “Questa ondata di attacchi mafiosi riflette l’arroganza dei clan foggiani, che sfidano lo Stato”. Quattro degli attentati sono stati compiuti a San Severo prendendo di mira una profumeria, un autosalone, un parrucchiere e un negozio di fuochi d’artificio.
Francesco Miglio, sindaco di San Severo, ha dichiarato che “alcune delle imprese avevano ricevuto richieste estorsive, due attentati sono avvenuti nei pressi della stazione di polizia. Con questi attentati feroci i clan stanno lanciando il guanto di sfida”. I clan pugliesi hanno il grilletto facile, più di altre mafie italiane conosciute siciliane, calabresi e campane. Uomini armati hanno ucciso anche due passanti, che intralciavano l’omicidio di due capi rivali nel 2007. L’estate scorsa è stato ucciso un uomo e suo Nipote di sei anni è rimasto gravemente ferito in una sparatoria durante i festeggiamenti dopo una vittoria della Nazionale Italiana agli Europei di Calcio.
I clan operanti a Foggia e San Severo vengono chiamati Società Foggiana, i gruppi scissionisti includono la mafia cerignolana che è specializzata in raid ai portavalori e i clan del Gargano che sono specializzati nel contrabbando di droga dall’Albania. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha riunito il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza locale e promesso l’arrivo di 50 nuovi poliziotti ufficiali. “Lo Stato deve far sentire la sua presenza in modo forte, deciso e compatto”, ha affermato la ministra Lamorgese. Miglio ha sottolineato l’aumento della violenza nonostante i recenti arresti.
“C’è stata una generazione di capi scomparsi dalla scena, uccisi nelle faide o arrestati, che hanno lasciato un vuoto che si sta riempiendo di di giovani gangster che hanno bisogno mettersi alla prova”. A Foggia, dove la maggior parte delle imprese una volta in passato hanno subito il racket, sono aumentate dell’11% rispetto allo scorso anno le denunce alla polizia. “Gli attentati sono una sfida, ma sono anche un segno di paura” secondo Silvis.





