Via Salce, periferia sud di Vasto, quasi al confine con San Salvo. Un anno fa il paesaggio era spettrale, quasi lunare.
Le cicatrici del fuoco, del maxi incendio che aveva devastato quest’angolo della città erano ben evidenti. In quei giorni altri rifiuti, nella distruzione della vegetazione, sbucavano ben distinti. Tra cui persino una statua e amianto già all’epoca deteriorato.
Nei mesi successivi ha persino cambiato colore, diventando quasi bianco.
Abbiamo ripetutamente documentato nei mesi quanto la discarica di via Salce continui ad essere illecitamente alimentata, come apparire irrefrenabile. E l’amianto, arrivato ad essere coperto da una vegetazione sempre più folta, rimanere lì. Nel maggio scorso ci fu impossibile anche solo avvicinarsi. Mentre fu ampiamente possibile far entrare più di metà braccio sotto l’asfalto.
Siamo quindi tornati nei giorni scorsi. Le immagini del video di copertina di quest’articolo e del video che pubblichiamo in calce sono inequivocabili. Sulla persistenza dell’amianto, della statua e di rifiuti ovunque. Così come il deterioramento dell’asfalto. A quanto già scritto, ripetutamente, negli anni e nei mesi e detto nel reportage di maggio e in questo nuovo sopralluogo non c’è altro che possiamo aggiungere.
I fatti parlano abbondantemente da soli.





