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Mega discarica di Bussi, la transizione verso la bonifica è allo zero percento delle acque, uno percento dei terreni/1

by Alessio Di Florio
15 Settembre 2022
in Ambiente
Reading Time: 8 mins read
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I rifiuti in Abruzzo sono una sporca storia da decenni, l’abbiamo ricordato l’ultima volta nei giorni scorsi. Una sporca storia fatta di interessi pubblici piegati a consorterie private, massicce presenze mafiose, gestioni a dir poco fallimentari e dannose. E inchieste della magistratura, alcune finite incredibilmente all’italiana “tarallucci e vino” e altre perse nel porto delle nebbie nonostante sequestri e forti prese di posizione da parte degli stessi inquirenti.

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La mega discarica di Bussi, scoperta nel 2007 ma conosciuta in alcuni palazzi governanti almeno da 3 anni prima, conosciuta a livello nazionale, è emblematica di questa sporca storia. Le ultime clamorose notizie, rese pubbliche dal Forum H20, sono delle scorse settimane. Ma in questa vuota campagna elettorale, il cui livello è ben descritto dalla vignetta di Vauro Senesi sul “meno peggio” che “non si è presentato”, finora non sta suscitando nessun interesse, neanche mezza parola spesa. Eppure il gravissimo livello di inquinamento e quanto documentato e denunciato dagli ambientalisti non dovrebbe far dormire la notte, occupare pagine e pagine, ore ed ore. Altro che le chiacchiere sceme della vuota propaganda di chi in alcune ore sgoverna insieme e nelle altre fa finta di prendersi a pesci in faccia.

È una storia che anno dopo anno continua a riservare clamorosi assurdi ritardi nella bonifica, situazioni che Kafka a confronto era un dilettante, roba che se non fossimo davanti ad una situazione gravissima potrebbero strappare risate a crepapelle in film del livello dei vecchi B-movie e di Pierino. 0% delle acque bonificate, 1% dei terreni bonificati e una gara revocata dal Ministero dopo mesi e mesi di ritardo in atti che dovrebbero essere di ordinaria amministrazione.

Riepilogare tutti questi quindici anni (lo stesso lasso di tempo in cui potrebbero nascere 20 bambini o, se preferite, all’incirca 8 elefanti) richiederebbe libri interi. Riportiamo le ultime novità di quest’estate e il precedente della revoca (bocciata dalla magistratura amministrativa) tramite alcuni comunicati del Forum H2O.

Dal disastro di Bussi a quello del Ministero della Finzione Ecologica che autocertifica il proprio fallimento sulle bonifiche.

Report ministeriale sullo stato di avanzamento dopo 14 anni: 0% acque sotterranee bonificate, 1% terreni

Il Ministero della Finzione Ecologica, non lo possiamo definire altrimenti, nel periodico report sullo stato di avanzamento delle bonifiche nei Siti Nazionali di Bonifiche autocertifica il proprio fallimento, visto che a Bussi a 14 anni dall’istituzione del sito siamo a 0% di acque sotterranee bonificate e 1% di terreni bonificati rispetto ai 236 ettari del sito.

Le tabelle aggiornate a fine giugno 2022 in qualsiasi parte del mondo scatenerebbero un putiferio, sia per gli obiettivi di bonifica mancati sia per una doverosa valutazione sull’efficienza e sull’efficacia di un apparato burocratico molto costoso ma con performance oggettivamente desolanti. Siamo certi che in altri paesi anche la magistratura, compresa quella contabile, accenderebbe un faro su questa situazione incresciosa.

A Bussi dopo quasi tre lustri non sono neanche riusciti a finire di caratterizzare l’area, cioè a descrivere lo stato di contaminazione, fermi al 60% della superficie del SIN. Solo per il 5% dell’area risulta presentato il progetto di bonifica.

Dichiara Augusto De Sanctis del Forum H2O “Di questo passo ci vorranno secoli per avere in Italia e a Bussi le bonifiche complete. In altri paesi hanno risanato intere regioni in 5-10 anni. Quasi tutti i 42 siti nazionali sono nella stessa condizione. L’apparato industriale italiano e le varie multinazionali hanno così gioco facile nel spendere meno o per nulla rispetto alle decine di miliardi di euro che dovrebbero impiegare per risanare i disastri che hanno fatto in giro per l’Italia. Per far rispettare il principio “Chi inquina paga” a Bussi abbiamo dovuto impegnare tutte le nostre forze per anni superando inerzie e ostacoli di ogni tipo: oggi almeno è stato individuato in Edison il responsabile della contaminazione che dovrà operare per le bonifiche.

Sono partiti i primi lavori alla discarica Tremonti e a Piano d’Orta. Dobbiamo pure sentirci gratificati dei risultati ottenuti visto che in tanti altri posti i siti sono definiti “orfani” perché non si sa chi ha inquinato. Arriviamo al caso limite del SIN di Piombino, ai cui cittadini diamo la nostra solidarietà, dove adesso vogliono imporre un pericolosissimo rigassificatore su nave di 300 metri direttamente nel porto usato pure dai traghetti a poche centinaia di metri dalle case.

Per fare un confronto a Livorno il rigassificatore è in mare a ventidue km dalla costa con un’area di assoluta interdizione per la navigazione per quasi 4 km tutto attorno per motivi di sicurezza. Piombino è sito nazionale per le bonifiche dal 1998. In 24 anni sono al 49% di bonifiche per i terreni e al 4% (quattro) per le acque sotterranee. Uno Stato oggettivamente non credibile adesso pretende di esserlo per un impianto calato dall’altro per giunta con esenzione della Valutazione di Impatto Ambientale.

Un cittadino ha scritto nelle osservazioni al progetto “Siamo definiti NIMBY (non nel mio giardino, ndr), non è vero. Il nostro “giardino” è oggi una distesa di discariche colme di ogni tipo di rifiuto del quale non ci è stato permesso di fare accertamenti, discariche abusive; terreni contaminati da metalli pesanti. fabbriche decadenti, aziende chiuse“. Come non comprendere che la vera grande opera in Italia è la bonifica di quello che un tempo era il Belpaese e che non bisogna aggiungere ulteriori scorie con le fossili ma puntare su sole, efficienza e risparmio?”

Bussi, nuova ordinanza della provincia di Pescara contro Edison, nei sedimenti del fiume Tirino valori di mercurio 24.000 volte lo standard europeo.
Sforamenti anche per piombo, diossine e PCB; la società deve bonificare.

Forum H2O “confermati i nostri timori, prima ordinanza che interessa aree naturali colpite dal disastro“.

Il MITE a che punto è nella procedura relativa al progetto di bonifica delle discariche 2A e 2B e su tutte le altre procedure, come quella sull’area industriale?

La Provincia di Pescara ha emanato una nuova ordinanza nei confronti di Edison, individuata questa volta come responsabile della contaminazione anche dei sedimenti sul fondo del fiume Tirino, risultati pesantemente contaminati.

Ricordiamo che la legge assegna alla provincia il compito di individuare il soggetto responsabile della contaminazione che deve poi effettuare la messa in sicurezza e la bonifica delle aree contaminate.  

Per Bussi siamo arrivati alla terza ordinanza, visto che le prime due sono state emanate per le discariche 2A e 2B e per l’area industriale. 

Come Forum H2O da tempo avevamo posto l’allarme sullo stato delle aree naturali che circondano discariche e area industriale e in particolare sui sedimenti del fiume Tirino il cui corso lambisce le discariche 2A e 2B. 

Grazie al lavoro del nucleo di Polizia provinciale della Provincia di Pescara è stato descritto dettagliatamente sia lo stato di contaminazione, attraverso i dati dell’ARTA, sia la storia del sito e delle aree sorgente da dove provengono i contaminanti. Infine è stata ricostruita l’evoluzione societaria e quella giurisprudenziale in materia di responsabilità per le bonifiche, 

Nell’ordinanza si legge che “l’ARTA ha evidenziato la contaminazione dei sedimenti fluviali con altissime concentrazioni di mercurio e poi di piombo, diossine e PCB nel tratto di 500 metri tra i transetti T2 T3 (in corrispondenza delle discariche 2A e 2B e aree limitrofe) e T4 (in prossimità della centrale termoeletttrica Edison) e con diminuzione dei tenori di mercurio dovuta al progressivo allontanamento dalle su indicate aree di apporto…”

Sempre secondo ARTA “I risultati analitici mostrano una importante contaminazione dei sedimenti fluviali con concentrazioni di mercurio da 2.340 mg/kg fino a 7.200 mg/kg (All.5 alla parte quarta, CSC Tab.1A 1 mg/kg; i valori limite di mercurio nel sedimento sono fissati dallo Standard di Qualità Ambientale – SQA – riportato nella WFD che è di 0,3 mg/kg)”

Rispetto agli standard di qualità ambientale fissati dalla UE il mercurio risulta quindi 24.000 volte oltre la soglia. Nelle tabelle allegate si nota che il Piombo, con una concentrazione di 4.020 mg/kg è fino a 40 volte lo standard (che è 100 mg/kg). Addirittura l’ARTA segnala che la contaminazione è stata riscontrata fino almeno a 1,7 m di profondità nella carota dei sedimenti.

“E’ necessario rilevare – aggiunge l’agenzia – che le analisi condotte sulle carote di sedimento mostrano concentrazioni di mercurio anche tre volte superiori a quelle che caratterizzano come pericoloso un rifiuto”

L’ordinanza si conclude con l’ordine a Edison di mettere in sicurezza l’area, di rimuovere i sedimenti contaminati e di valutare lo stato di contaminazione della fauna ittica a valle.

Dichiara Augusto De Sanctis, del Forum H2O “I nostri timori, fondati su alcuni dati preliminari sullo stato dei sedimenti raccolti già nel 2015, sono stati confermati. Con il progressivo svolgimento delle indagini da parte di ARTA su tutte le aree circostanti e in particolare sui fiumi Tirino e Pescara il quadro della contaminazione si sta finalmente componendo rivelando la gravità di quanto avvenuto anche per quanto riguarda il patrimonio naturale che è stato impattato.

Viene da sorridere amaramente per i goffi tentativi, anche da parte di esponenti delle istituzioni, a cui abbiamo assistito in questi anni, di mettere la sordina alle notizie sulla gravità della contaminazione nella zona, in particolare da mercurio. Ora bisogna capire lo stato delle procedure al Ministero della Transizione Ecologica sul progetto di bonifica delle discariche 2A e 2B che, dopo la sconfitta del Ministero al Consiglio di Stato,  deve essere attuato senza ulteriori indugi nonché su tutti gli altri procedimenti che devono portare alla bonifica, come quello dell’area industriale“.   

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2022-09-15 19:20:26

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Alessio Di Florio

Vicedirettore WordNews.it - È nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali, ambientalisti, pacifisti e di lotta alle mafie. Collaboratore delle redazioni abruzzesi di Il Messaggero e Pressenza. Ha collaborato con Adista, Primadanoi, Terre di Frontiera, Unimondo, Libera Informazione, Popoff Quotidiano e SocialPress. Ha curato, per oltre dieci anni, il sito personale del giornalista e regista RAI Stefano Mencherini, dove è stata curata la diffusione e la pubblicizzazione del documentario d’inchiesta «Schiavi. Le rotte di nuove forme di sfruttamento», con il quale è stata portata avanti la “Campagna di sensibilizzazione per l’informazione sociale”, in collaborazione con MeltingPot e Articolo21, e per la creazione di un Laboratorio permanente di inchiesta e documentari sociali in RAI, nata per rompere la censura televisiva del documentario d’inchiesta “Mare Nostrum”. Articoli su tematiche sociali e culturali sono stati pubblicati dal mensile Vasto Domani. Per contatti: redazione@wordnews.it

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