In questa terza parte dell’intervista ad Antonio Ingroia, oggi avvocato e per decenni magistrato antimafia, presidente di Azione Civile – Democrazia Popolare e Sovrana, ci siamo soffermati sulla attuale detenzione nel carcere di L’Aquila in regime di 41bis di Matteo Messina Denaro e delle cure oncologiche dentro il carcere.
L’anno scorso raccontammo il travaglio di Eros Priore, morto di tumore una settimana dopo essere stato rimandato a casa quando ormai era impossibile ogni cura per il cancro che lo stava dilaniando. Vicenda che torna alla memoria alla luce delle dichiarazioni nette e precise di Ingroia sull’assoluta certezza che le cure vanno garantire a tutti, anche a detenuti come Messina Denaro, ma trattamenti particolari non vanno garantiti a boss di quel calibro. E soprattutto ci vorrebbe analoga attenzione e cura per chi viene troppo spesso ignorato.





