Piernicola Silvis è stato per decenni alto funzionario di Polizia, impegnato in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie. Ai ragazzi dell’Istituto Palizzi e del Liceo Pantini-Pudente nell’incontro del mese scorso moderato dal giornalista vastese Giuseppe Ritucci ha raccontato l’arresto di Madonia nel settembre 1992. Incontro avvenuto a Vasto, la città in cui in quegli anni ha vissuto parte della sua storia lavorativa.
In questo territorio – tra Vasto, San Salvo e altri comuni, Casalbordino è il luogo in cui quattro anni fa ha soggiornato per alcuni mesi Giuseppe Salvatore Riina tornato a Corleone di recente, un ritorno a cui il locale consiglio comunale si sta opponendo – negli anni sono emerse penetrazioni, riciclaggio, attività di varie mafie. L’Abruzzo è terra in cui camorra, ‘ndrangheta e mafie foggiane sono presenti, investono e riciclano.
Fatti incontrovertibili, da noi ripetutamente documentati e denunciati, emersi anche nelle scorse settimane. Un’operazione della Guardia di Finanza sulla presenza della ‘ndrangheta a Pescara ha lambito la provincia di Chieti, per l’esattezza Atessa. Anni fa una maxi operazione delle forze dell’ordine portò a far emergere come parte del tessuto economico di Francavilla fosse pesantemente inquinato dalla stessa ‘ndrangheta. A Vasto e San Salvo negli anni molti sono stati i sequestri di attività economiche per infiltrazioni delle mafie pugliesi. Mafie attive, sulla direttrice con i Balcani, nel narcotraffico. L’attività prevalente del ventre oscuro criminale autoctono, lo stesso dei Casamonica, degli Spada e dei Di Silvio, protagonista da sempre della cronaca nera e giudiziaria locale.
Qualche settimana fa a Rancitelli per la prima volta ad esponenti di questo ventre oscuro criminale – che a Roma, Ostia e Latina viene definito mafia da anni – è stato contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
La differenza con il Lazio l’abbiamo ripetutamente sottolineata negli anni e certe dinamiche e determinati fatti appaiono chiari per chi vuol vedere da tempo. Le mafie pugliesi compaiono anche nelle mafie dei pascoli, sono esplicitamente citate da alcuni intervistati nella ricerca universitaria coordinata dalla professoressa Lina Calandra (Università dell’Aquila) di cui abbiamo pubblicato alcuni stralci nel 2020.
In conclusione della nostra intervista a Piernicola Silvis ci siamo soffermati sul quadro criminale e mafioso in Abruzzo. Ricordare, commemorare, parlare di mafie – lo ha ribadito lui stesso con i ragazzi durante l’incontro – non può e non deve essere la narrazione di un qualcosa di iconico, lontano, come non ci interessasse.
E deve portare ad una cittadinanza consapevole, cosciente, attiva, impegnata. È una stella polare del nostro giornalismo impegnato, del nostro impegno civile e sociale, la retorica e le passerelle fini a se stesse, ad autocelebrarsi prima ancora che celebrare «eroi» e «icone» le lasciamo all’ipocrisia e al pavoneggiarsi di altri.
Dottor Silvis, come è cambiata la situazione rispetto a trent’anni fa? Quale lettura dare oggi delle presenze della criminalità organizzata di stampo mafioso nel vastese e in Abruzzo? Quale consapevolezza e quale impegno (delle istituzioni e dei cittadini) sarebbe necessario?
Avendo lasciato il servizio attivo nel 2017, ovviamente non ho idea della situazione del vastese. Quello che però posso dire è che con ogni probabilità la ‘Ndrangheta opera anche in Abruzzo e quindi anche nel vastese. E altrettanto certamente nella zona di Vasto opera la Società foggiana, d’altronde sono territori molto vicini. Le forze dell’ordine e la DDA dell’aquila devono tenere gli occhi ben aperti su questa zona del sud dell’Abruzzo, che è fortemente turistica e quindi fa gola alle mafie più forti ed estese, come quella calabrese, e a quelle limitrofe, come quella foggiana.





