Non ci piace commentare le sentenze, specie a caldo, e soprattutto senza conoscere le motivazioni.
Rimane, però, difficile non provare risentimento di fronte alla sentenza del processo di primo grado sulla strage sul lavoro che 4 anni fa costò la vita a tre operai della Esplodenti Sabino.
Tutti i vertici aziendali, a partire dal datore di lavoro, sono stati assolti.
Il fatto non sussiste.
L’azienda ha comunicato che «la deflagrazione che ha causato i tre decessi non è dipesa da lavorazioni aziendali, ma da attività effettuate dai dipendenti in maniera autonoma, tenute addirittura celate alla azienda» e che «la Esplodenti Sabino ha sempre osservato le norme anti infortunistiche».
Non possiamo trattenere un certo sdegno di fronte a queste dichiarazioni pensando ai fatti, agli infortuni, ai morti sul lavoro in quella stessa azienda che la cronaca degli ultimi anni ci ricorda
- 1992, un lavoratore rimane ucciso da un’esplosione.
- 2002, un operaio perde la vista.
- 2009, due operai riportano gravi ferite e ustioni su gran parte del corpo.
- 2020, tre operai morti a seguito di un’esplosione.
- 2023, altri tre lavoratori uccisi da un’esplosione.
Casa del Popolo La Conviviale – Vasto





