“Nel giro di una settimana andrò in Procura, pubblicherò le prove e Schifani sarà costretto a dimettersi. Davanti alle telecamere ha detto una cosa e poi sostanzialmente all’interno dei palazzi della Regione ne ha detto un’altra. Ha preso in giro i siciliani, mi quereli se non è vero. Invito il presidente Schifani a querelarmi per diffamazione, e in quel contesto dimostrerò con prove documentali inoppugnabili che il presidente Schifani ha preso in giro i siciliani. Quando dico questa cosa mi assumo una responsabilità importante, e pretendo che il presidente Schifani possa in qualche modo rivendicare il diritto di smentire questa vicenda.”
Con queste parole il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera ha annunciato che in una settimana pubblicherà un audio che “incastra” il Presidente della Regione Renato Schifani sul caso che ha scosso la Sicilia e che lo ha costretto alla scorta personale per le minacce ricevute.
A richiesta di chiarimenti sul contenuto dell’audio ha detto:
“Tutelerò fino all’ultimo le persone che mi hanno dato questa informazione, ma se Schifani non batterà un colpo le pubblicherò. Forse metterò in difficoltà qualcuno”
Comunque ringrazia l’operato dell’assessore regionale del territorio e dell’ambiente Giusy Savarino:
“Ringrazio pubblicamente l’assessore Savarino, perché ha avuto il coraggio di mettersi contro il suo stesso presidente. Io sono stato collaborativo con le istituzioni, c’è stata una fitta interlocuzione con Regione e Comune. Il sindaco Lagalla ad esempio ci ha detto che aveva soldi, mezzi e strumenti per garantire la fruizione pubblica della spiaggia. Il problema è che si sono mossi in ritardo”.
Presenti alla conferenza stampa la neoentrata nel movimento Sonia Alfano, l’avvocato Francesco Leone e due consiglieri comunali di Palermo, Ugo Forello e Giulia Argiroffi, tutti parte del movimento politico.
“Non è una sentenza definitiva. Incredibilmente si entrerà nel merito a settembre con una sentenza che potrebbe ribaltare tutto, ma nel frattempo si sta concedendo alla Italo belga di fare la stagione. Confrontandomi con mio staff di legali, abbiamo letto nelle parole degli stessi magistrati del Cga una terza via possibile, che se applicata dalla Regione nel giro di 10 giorni la Italo belga dovrebbe lasciare la spiaggia”
Per il deputato e il movimento l’ordinanza non affronta il merito definitivo della legittimità della concessione, né mette in discussione i principi europei contro le proroghe automatiche delle concessioni balneari con diversi punti critici che il CGA ha sollevato anche nei confronti della Regione.
Inoltre l’avvocato Leone suggerisce la presenza di un ulteriore possibile scenario rispetto alla possibile gestione della spiaggia di Mondello direttamente parte del Comune e dalla Regione Siciliana:
“Quest’ultima si trova a pagina 14 della sentenza, il Cga dichiara che se la Regione Siciliana e il Comune di Palermo saranno nelle condizioni di gestire la spiaggia in modo libero, lo stesso Cga farà un passo indietro rispetto alla sua decisione. È possibile fare un’istanza di revoca della misura cautelare, riprendendo quanto scritto nella sentenza del Cga e rimettere tutto quanto in discussione.
Però le strade sono due: o immediatamente la pubblica amministrazione trova chi al posto della Italo Belga gestisce i tredici lotti di spiaggia che la stessa Regione ha deciso che debbano essere attrezzate, auto vincolandosi. Oppure, al contrario, rende libera tutta la spiaggia, cambiandone la natura giuridica, e a quel punto il Comune e la Regione potranno e dovranno gestirla al meglio.”




