L’associazione “Antimafia e Legalità”, ancora una volta, trova amara conferma che da tempo la mafia non è solo quella delle tradizionali cosche che trafficano in droga, armi e praticano l’usura e l’estorsione. La mafia ha invaso la politica, le istituzioni, l’economia e la finanza.
Si è ramificata nel tessuto sociale coinvolgendo anche il mondo delle professioni. Ulteriore prova è l’arresto del presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Catania, amministratore giudiziario di fiducia della Magistratura ma che, in base alle accuse, era invece la “testa di legno” dei mafiosi.
È legittimo chiedersi: quanti sono i professionisti di vario tipo che esercitano per favorire la mafia, anzi sono mafiosi essi stessi? Quanto ampia è la zona grigia popolata da persone apparentemente rispettabili ma sostanzialmente assoldate dalla mafia per curarne gli interessi illeciti? Il timore è che siano tante, e che purtroppo sia emersa solo la punta dell’iceberg.
Occorre potenziare i controlli e avere il coraggio della denuncia per estirpare un cancro che può produrre diffuse metastasi, mettendo a rischio non solo i leciti processi economici ma anche la tenuta democratica della società.
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