“Fermiamoli”: in piazza contro chi ci trascina verso la guerra
Non si può più far finta di niente. Mentre le élite politiche ed economiche spingono l’Italia sempre più a fondo in scenari di guerra, c’è chi dice no. Forte, chiaro, organizzato. Il 6 maggio, alle 15:30, nell’Aula LP di Porta di Massa dell’Università Federico II di Napoli, si terrà un’assemblea pubblica che ha il sapore urgente della resistenza.
Il messaggio è diretto, senza orpelli: “Vogliono portarci alla guerra. Fermiamoli.” Una dichiarazione di disobbedienza e responsabilità civile che si oppone al summit NATO previsto per il 26-27 maggio, preludio silenzioso ma pericolosissimo di nuove escalation militari, di nuovi finanziamenti all’industria bellica, di nuove missioni fuori dai confini e dentro i conflitti.
Questa assemblea è la prima tappa verso la grande manifestazione nazionale del 21 giugno, che vedrà convergere realtà sociali, studentesche, lavoratori, intellettuali e cittadini da tutta Italia per ribadire una verità che qualcuno vorrebbe zittire: la guerra non è pace, l’invio di armi non è diplomazia, la NATO non è garanzia di sicurezza ma strumento di dominio geopolitico.
Perché il linguaggio della guerra è ovunque: nei bilanci dello Stato che tagliano la sanità e investono nelle armi, nei media che normalizzano il conflitto, nelle università che collaborano con progetti militari. E allora resistere diventa un atto politico, culturale, umano.
Chi partecipa non porta solo analisi e critiche, ma una volontà concreta di opposizione, di costruzione di un’alternativa: fatta di solidarietà internazionale, di smilitarizzazione, di investimento in pace vera, giustizia sociale, cooperazione.
Se non alziamo la voce adesso, domani potrebbe essere troppo tardi.




