Il Partito Comunista dei Lavoratori – Molise interviene duramente contro il Decreto Prefettizio del 29 marzo 2025, pubblicato il 23 aprile successivo, che ha autorizzato l’installazione di 27 autovelox lungo le strade della provincia di Isernia.
La formazione politica, attraverso il suo coordinatore Tiziano Di Clemente, ha presentato in data 18 maggio 2025 un’articolata istanza di annullamento del provvedimento, contestando l’assenza di motivazioni reali e documentate, come richiesto dal Codice della Strada. Secondo il PCL, nel decreto non risultano specificati né il tasso di incidentalità né le reali condizioni della viabilità locale, elementi essenziali per giustificare l’adozione di dispositivi di controllo elettronico della velocità.
Il partito punta il dito anche contro gli interessi privati delle aziende che noleggiano e manutengono gli autovelox, accusando gli enti locali di utilizzarli per meri fini di cassa, a danno delle fasce più fragili della popolazione, già colpite da politiche economiche antisociali.
Nel documento protocollato, il PCL Molise chiede:
L’anullamento del decreto per carenza o inesistenza di motivazione, ai sensi dell’art. 21-nonies della L. 241/1990; la pubblicazione integrale delle note richiamate nel decreto (Polizia Stradale, ANAS e Comuni interessati), per diritto di accesso civico; la verifica e pubblicazione delle omologazioni degli autovelox, con disattivazione immediata di quelli non conformi e chiarezza sui verbali emessi da postazioni mobili tra l’11 aprile 2024 e il 23 aprile 2025, potenzialmente illegittimi in assenza di autorizzazione prefettizia, come stabilito dal Decreto MIT dell’11 aprile 2024.
Il PCL ribadisce che la sicurezza stradale non si tutela con un accanimento repressivo, ma attraverso interventi strutturali: eliminazione di accessi abusivi, sistemazione del manto stradale, messa in sicurezza delle gallerie e correzione dei tracciati pericolosi.
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