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Incel: terroristi, pedofili e stupratori volontari

L’acronimo inglese per questi maschi depravati e criminali non rende minimamente la loro essenza disumana, non c’è nulla di involontario e nulla di incolpevole nella perpetuazione più perversa della «cultura dello stupro».

by Alessio Di Florio
28 Maggio 2025
in Approfondimenti
Reading Time: 6 mins read
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I commenti sui social network ad alcuni degli ultimi femminicidi in Italia ha portato, per alcuni giorni, l’attenzione mediatica su gruppi di maschi che da anni infestano il web e avanzano anche nella società non virtuale: i cosiddetti incel, acronimo che sta per «celibi involontari». Un termine che non rende minimamente giustizia e non racconta quel che si nasconde (sempre meno) in un’ideologia maschile criminale.

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Abbiamo già in passato denunciato, soprattutto grazie al lavoro di documentazione di Sex industry is violence, cosa sono gli incel e come perpetuano quotidianamente la cosiddetta «cultura dello stupro». A seguito di un nostro articolo, in cui abbiamo documentato come si vantano di ogni violenza anche pedofila su un loro forum l’autore di quest’articolo è stato insultato ripetutamente e minacciato di aggressione. Nella copertina di quest’articolo riportiamo uno dei post, quello di esplicite minacce di aggressione contro il sottoscritto, e alcuni degli insulti ricevuti negli anni a seguito della pubblicazione di articoli e video con testimonianze di sopravvissute alla schiavitù sessuale e di denunce dello sfruttamento mafioso della tratta. Tra questi articoli quelli in cui, sempre grazie a Sex Industry is violence, abbiamo documentato come gli incel hanno esultato allo scoppio della guerra in Ucraina perché avrebbero avuto maggiori donne a disposizione da stuprare. Cosa ciò significa, cosa è accaduto sfruttando l’emergenza umanitaria ucraina è ampiamente riportato, documentato e denunciato nel nostro archivio sin da fine febbraio 2022.

Due anni fa, a pochi giorni dalla Giornata per la Memoria e l’Impegno contro le mafie, abbiamo ricordato e siamo tornati a denunciare tutto questo insieme ad Ilaria Baldini, Resistenza Femminista e co autrice del libro «Sex work is not work».

Un evento online di WordNews.it e dell’associazione Dioghenes Aps dedicato alla memoria di Adelina e Lilian che ha scatenato reazioni anche offensive ed insulti, tentativi di intimidazione e mettere a tacere. «Due ore di scorregge orali» ha commentato un profilo su youtube. Lo stesso profilo mesi prima commentò la video testimonianza di Liliam Altuntas con «bravo di tua sorella di smettere».

«Delirio mentale» e «povero malato mentale» è quanto ho ricevuto su facebook per un articolo sugli incel e sulla violenza stuprante (anche pedofila) di incel e maschilisti vari. Ideologie che alimentano la «cultura dello stupro» e lo sfruttamento patriarcale delle donne. Dopo la pubblicazione dello stesso articolo sono arrivate, nel forum a cui si è già fatto riferimento, le minacce di aggressione fisica.

Tra gli idoli mondiali degli incel c’è Andrew Tate, i traffici sessuali, gli stupri e i pedocrimini perpetrati da lui e il fratello sono stati oggetto di diversi nostri articoli. Un altro personaggio che ha avuto ampia risonanza negli anni scorsi è stato lo statunitense Nathan Larson. Suprematista, pregiudicato per minacce contro gli ex presidenti Obama e Bush, arrestato nel 2020 per aver tentato di rapire un minore, aveva creato delle chat room per incel e pedofili e si era pubblicamente dichiarato violentatore pedofilo.

Un sottogruppo di utenti autodefinitesi come incel presenti su diversi siti fondati da Larson incitavano altri incel a violentare le donne che li avessero respinti.

La nota enciclopedia Wikipedia riporta un ampio elenco di atti terroristici compiuti da incel.

  • 23 maggio 2014: Elliot Rodger, di 22 anni, uccise 6 persone e ne ferì 14 a Isla Vista in California per poi suicidarsi. Prima di compiere l’attentato scrisse e pubblicò online un lungo manifesto
  • 1º ottobre 2015: Chris Harper-Mercer, di 26 anni, uccise 9 persone e ne ferì 8 in una sparatoria nell’Umpqua Community College a Roseburg in Oregon per poi suicidarsi. Prima di farlo pubblicò online un breve manifesto
  • 23 aprile 2018: Alek Minassian, un cittadino canadese di origini armene di 25 anni, si lanciò con un furgone contro la folla a Toronto uccidendo 11 persone (inclusa una deceduta nel 2021) e ferendone 15 per poi essere arrestato. Pochi minuti prima di compiere il gesto scrisse un post su Facebook in cui inneggiava alla ribellione degli incel ed elogiava Elliot Rodger.
  • 22 luglio 2018: Faisal Hussain, di 29 anni, uccise 2 ragazze di 18 e 10 anni e ferì altre 13 persone in una sparatoria a Toronto per poi suicidarsi.
  • 2 novembre 2018: Scott Beierle, uno statunitense di 40 anni, uccise 2 persone e ne ferì 4 in una sparatoria in uno studio yoga di Tallahassee in Florida per poi suicidarsi.
  • 24 febbraio 2020: un ragazzo di 17 anni colpì a morte con un machete una donna e ferì altre 2 persone in un centro massaggi a Toronto per poi essere arrestato. Sull’arma, lunga 43 cm, aveva incise frasi con epiteti misogini e al momento dell’attentato aveva con sé un biglietto con scritto «lunga vita alla ribellione incel». L’identità del ragazzo non fu rivelata in quanto minorenne e la polizia classificò il caso come terrorismo legato al movimento incel.
  • 20 maggio 2020: Armando Hernandez Jr, di 20 anni, ferì 3 persone in una sparatoria a Glendale in Arizona per poi essere arrestato. Disse agli agenti di essere un incel
  • 21 settembre 2020: Antonio De Marco, un italiano di 21 anni, uccise una coppia di fidanzati a Lecce con decine di coltellate per essere arrestato pochi giorni dopo. Dichiarò che aveva ucciso i due «perché erano troppo felici» mentre lui invece non aveva mai avuto una fidanzata; che i suoi unici rapporti sessuali erano con prostitute e che la sua rabbia era dovuta ai continui rifiuti subiti da diverse ragazze. Nel suo diario esprimeva un’incontrollabile sensazione di solitudine, di mancanza d’amore e di una rabbia crescente contro le donne e gli uomini sessualmente appagati.
  • 12 agosto 2021: Jake Davison, di 22 anni, uccise 5 persone, tra cui sua madre, e ne ferì 2 in una sparatoria a Plymouth in Inghilterra per poi suicidarsi.
  • 6 maggio 2023: Mauricio Martinez Garcia, autodichiarato incel di 33 anni, in una sparatoria di massa in un supermercato di Allen, in Texas, uccise 8 persone e ferì gravemente altre 7 prima di venir ucciso da un agente di polizia. Garcia era anche un simpatizzante di estrema destra e neofascista molto attivo sui social dove si esprimeva a favore del “suprematismo bianco”. Sul suo diario personale aveva scritto di essere insofferente verso molte ragazze che lo avevano respinto e di avere fantasie di stupro.

Alcune delle ricerche più diffuse su PornHub sono legate alla minore età (la pedofilia e la pedopornografia sono in questi ambienti sdoganati ed esaltati da tempo): lacrime, sofferenze, dolore, le perversioni più schifose sono i menù preferiti. Lo stupro online, lo «stupro  virtuale», dalle maggiori piattaforme porno ai diffusi canali di messaggistica, è consolidato ed alimentato ogni giorno.

«Qual è il messaggio che il porno mainstream diffonde sulla donna? È quello di un buco privo di desideri e di volontà che viene usato per masturbare un uomo. È il potere maschile in tutta la sua arroganza. Infatti, il linguaggio degli uomini in merito alla sfera sessuale è fatto di frasi del tipo: “Voglio la fi*a”, “Me la deve dare”, “Gliela sfondo”, “La sbatto”, “La distruggo”, “L’ho aperta in due” – ha denunciato due anni fa su Instagram Sex industry is violence – continuare a negare che la pornografia non alimenti la cultura dello stupro, utilizzando la solita retorica sulla finzione, sulla libertà ecc, non farà altro che normalizzare ancora di più l’immagine della donna-oggetto alla mercé degli impulsi maschili. In passato abbiamo anche avuto a che fare con gente che difendeva il “diritto” di potersi masturbare su scene porno che erotizzano gli stupri di guerra in Paesi come l’ex Jugoslavia, dove la violenza sessuale divenne un’arma contro le donne croate e musulmane, nonché un tentativo di sostituzione etnica».

«”È solo fantasia” si giustificavano molti uomini. Fantasie di stupro? Piacere nell’infliggere sofferenza a una persona tramite violenza sessuale, cercando di azzerarne l’umanità e calpestandone la dignità? – sottolinea nella denuncia social Sex industry is violence – quel “solo nei porno si vedono cose del genere” ha reso pienamente l’idea di come la pornografia abbia contribuito a dipingere la donna non come soggetto ma come oggetto sessuale per il piacere maschile».

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Alessio Di Florio

Vicedirettore WordNews.it - È nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali, ambientalisti, pacifisti e di lotta alle mafie. Collaboratore delle redazioni abruzzesi di Il Messaggero e Pressenza. Ha collaborato con Adista, Primadanoi, Terre di Frontiera, Unimondo, Libera Informazione, Popoff Quotidiano e SocialPress. Ha curato, per oltre dieci anni, il sito personale del giornalista e regista RAI Stefano Mencherini, dove è stata curata la diffusione e la pubblicizzazione del documentario d’inchiesta «Schiavi. Le rotte di nuove forme di sfruttamento», con il quale è stata portata avanti la “Campagna di sensibilizzazione per l’informazione sociale”, in collaborazione con MeltingPot e Articolo21, e per la creazione di un Laboratorio permanente di inchiesta e documentari sociali in RAI, nata per rompere la censura televisiva del documentario d’inchiesta “Mare Nostrum”. Articoli su tematiche sociali e culturali sono stati pubblicati dal mensile Vasto Domani. Per contatti: redazione@wordnews.it

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