SAN GIUSEPPE VESUVIANO (NA) – Una nuova tempesta scuote la politica locale. Il Sindaco Michele Sepe, eletto dopo l’ultimo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune, ha diffuso un video-messaggio istituzionale con cui denuncia un presunto attacco politico proveniente da esposti anonimi e dalla stessa Presidente della Commissione Anticamorra della Regione Campania, l’on. Carmela Rescigno (Lega).
Una vicenda che riporta l’attenzione nazionale su un comune già segnato da ben tre scioglimenti per mafia: nel 1993, nel 2009 e nel più recente 2022, quando fu proprio l’amministrazione guidata da Agostino Catapano a essere commissariata per gravi infiltrazioni camorristiche, a seguito della relazione della commissione di accesso inviata al Ministero dell’Interno.

Salvini, Catapano e il passato ingombrante
Durante il mandato di Catapano, San Giuseppe Vesuviano mostrava con orgoglio la propria vicinanza politica a Matteo Salvini, all’epoca Ministro dell’Interno. Convegni, slogan e presenze istituzionali servivano a legittimare un’amministrazione poi dichiarata collusa con la criminalità organizzata. Il TAR del Lazio ha confermato la validità dello scioglimento, respingendo il ricorso presentato dalla giunta Catapano.
Con le elezioni successive, è stato Michele Sepe – sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Nuovo CDU e liste civiche – a vincere il ballottaggio con il 56% dei voti, ribaltando il risultato del primo turno contro Tommaso Andreoli (centrodestra).
Sin dall’inizio, la nuova amministrazione ha mostrato un cambio di passo, introducendo scelte impopolari ma orientate alla legalità e al ripristino della fiducia istituzionale.
Negli ultimi mesi, però, è emersa una forte tensione tra istituzioni. Secondo il Sindaco Sepe e il Segretario Metropolitano del PD di Napoli, Giuseppe Annunziata, l’on. Carmela Rescigno avrebbe avviato una campagna basata su esposti anonimi non verificati, che metterebbero in dubbio l’operato dell’amministrazione.
Annunziata e Sepe denunciano un uso strumentale del ruolo istituzionale da parte della Rescigno, che – più che combattere la camorra – avrebbe finalità politiche e denigratorie, alimentando un clima di sfiducia e delegittimazione.
Nel suo video, Sepe sottolinea come le accuse legate al Piano Urbanistico Comunale (PUC) siano infondate, poiché il PUC è stato approvato non dalla sua giunta, ma dalla commissione straordinaria nominata dopo lo scioglimento per mafia della precedente amministrazione.
Sepe non si nasconde e chiede alla magistratura di verificare le gravi insinuazioni lanciate contro il Comune, sostenendo che l’unico vero obiettivo dell’attacco sarebbe quello di bloccare l’azione amministrativa.
La consigliera Rescigno ha chiesto al Prefetto di Napoli e al Ministero dell’Interno l’invio di una nuova commissione di accesso, prospettando perfino un nuovo scioglimento.
Nel frattempo, il Comune è stato oggetto di centinaia di esposti anonimi, alcuni dei quali riguarderebbero persino i familiari del Sindaco, tra cui la moglie di Sepe, destinataria di un esposto direttamente sul posto di lavoro.
Nonostante tutto, Sepe ribadisce di non avere “scheletri nell’armadio” e promette di andare avanti con determinazione, con l’unico obiettivo di risanare un territorio fragile e migliorare la qualità della vita dei cittadini di San Giuseppe Vesuviano.





