Una nuova scadenza per partecipare alla prima edizione del Premio Pasolini
Il Premio Nazionale Letterario e Giornalistico “Pier Paolo Pasolini” concede più tempo a scrittori, giornalisti e appassionati di cultura civile: la scadenza per l’invio delle opere è stata ufficialmente prorogata al 31 luglio 2025.
Un’opportunità ulteriore per chi vuole raccontare il presente, denunciare le ingiustizie, risvegliare le coscienze. Proprio nello spirito di Pier Paolo Pasolini, intellettuale scomodo, profeta disarmato, voce ancora viva contro i silenzi del potere.
La cerimonia finale si terrà a Venafro (IS) l’11 settembre 2025, data simbolica e carica di memoria collettiva. In quella giornata, il premio si trasformerà in incontro pubblico, dibattito, riflessione culturale. Un appuntamento con la parola che non si piega, che rompe il silenzio, che denuncia e sogna.
In un’epoca in cui il conformismo soffoca il dissenso e la propaganda di regime inquina il dibattito, Pasolini è più vivo che mai. Il premio a lui intitolato non è solo una celebrazione, ma un atto di resistenza culturale. Un invito a chi scrive, indaga, studia, denuncia, per non arrendersi all’omologazione.
Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”.
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succedePier Paolo Pasolini.
Come partecipare
Tutti i dettagli, il bando ufficiale, le modalità di invio dei materiali e i contatti utili sono disponibili su:
Nuova scadenza: 31 luglio 2025
Premiazione: 11 settembre 2025, Venafro (IS)






