«La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
Sono questi gli articoli 2 e 3 della Costituzione della Repubblica italiana, quella Repubblica che oggi si celebra e che sin dalle prime parole riconosce e valorizza diritti, dignità, personalità, solidarietà, pieno sviluppo dell’umanità di tutte e tutti.
La Repubblica che nell’uguaglianza pone una delle sue pietre angolari. Ma non tutti abbiamo le stesse possibilità, gli stessi mezzi, gli strumenti e – come ammoniva don Lorenzo Milani – non è possibile fare parti uguali tra disuguali. La Costituzione impone, quindi, rimuovere ostacoli e favorire il ripristino dell’uguaglianza.
Siamo, innanzitutto, persone, esseri umani, cuori, anima, personalità. Ma, troppo spesso, si viene incasellati, categorizzati, considerati o non considerati in una sorta di sineddoche sociale. Un cortocircuito (a)sociale così diffuso, così considerato scontato, che neanche ci si fa caso. Ma nessuno di noi è recintato, nessuna persona è solo una parte, nessun essere umano è un’etichetta.
La Costituzione italiana non menziona in maniera esplicita, come per esempio le costituzioni statunitense e giapponese, il diritto alla felicità. Ma, sottolinea un articolo sul sito della Fondazione Einaudi tre anni fa, che proprio l’articolo 3 ha questo riconoscimento. Sottolineato anche in un disegno di legge del 2017 «Disposizioni per l’istituzione di un fondo vacanza per la promozione dello sviluppo psico-fisico del minore e la valorizzazione del rapporto affettivo con gli ascendenti».
Abbiamo tutte e tutti diritto alla felicità, alla meraviglia, all’emozione, alla commozione, all’amore, alla gioia, all’orizzonte, all’affetto, all’abbraccio, ad una carezza, alla risata e al sorriso, ad illuminarci, all’arcobaleno, alla bellezza, al sole, al colore, a veder fiorito il prato, a vibrare.
«Crediamo che il mare, la bellezza e il tempo libero debbano essere un diritto di tutti, senza ostacoli e senza esclusioni» ha sottolineato Anna Bosco, assessora alle politiche sociali del Comune di Vasto, annunciando la pubblicazione dell’avviso per la gestione del “Lido Insieme” per quest’estate. «Un servizio importante dedicato alle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive – ha sottolineato Bosco – “Lido Insieme” rappresenta da anni un punto di riferimento per l’inclusione e l’accessibilità sul nostro litorale, attraverso spazi senza barriere, assistenza qualificata e attività pensate per favorire socializzazione e partecipazione. L’avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore con esperienza nel campo sociale e prevede la possibilità di presentare proposte progettuali entro il 5 giugno 2026».
Due giorni dopo l’Aula Vennitti del municipio vastese ha ospitato la presentazione di «Rotte possibili» aderendo alla progettualità, un’adesione più unica che rara nel panorama generale è stato sottolineato varie volte, della Fondazione Tender to Nave Italia. «Navigare verso l’inclusione parte da Vasto – l’annuncio dell’assessora alle politiche sociali – Presentato il progetto promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e realizzato con Fondazione Tender to Nave Italia: un’esperienza educativa e inclusiva che porterà 15 giovani e 5 educatori a bordo del brigantino Nave Italia nel giugno 2026». I saluti dell’Amministrazione Comunale sono stati espressi da una emozionata Licia Fioravante, vicesindaco vastese, presente con l’assessora Bosco: «trovarsi in mare aperto, osservare il mondo, la fauna marina ed imparare da marinai esperti i rudimenti della navigazione non ha solo finalità formative legate allo sviluppo delle proprie autonomie e competenze, ma rappresenta un’esperienza memorabile e potenzialmente trasformativa. vivere il mare non solo come luogo fisico, ma come metafora di crescita, cambiamento e nuove direzioni di vita» la sua riflessione su questo progetto di concreta inclusione sociale.
«La Fondazione Tender to Nave Italia mette a disposizione di enti non profit e istituzioni Nave Italia, un veliero con armo classico a “brigantino goletta”, che con i suoi 61 metri di lunghezza e i suoi 1300 metri quadri di superficie velica è attualmente il più grande al mondo – l’illustrazione del progetto da parte di Anna Bosco – Un percorso unico tra mare, crescita personale, autonomia e nuove opportunità, reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Un investimento concreto nell’inclusione, nell’educazione e nel futuro della nostra comunità. Grazie all’Anmi, al Centro Come un filo Rosso, all’Arda, all’Anffas, ad Asperger Abruzzo ed Autismo Abruzzo, alla Capitaneria di Porto ed al Circolo Nautico».
Una delle parole che più sono risuonate nell’aula consiliare vastese è stata sensibilità, accompagnata da disponibilità. Parole che, a partire dall’intervento del vicesindaco Fioravante fino a molti dei partecipanti, è stata associata all’impegno, alla tenacia, alla costanza, della delegata alle politiche sociali. E da qui si arriva a quel diritto alla felicità, all’orizzonte, all’emozione, alla commozione, ad una convivialità sociale totale e assoluta, piena di sole e colore, di arcobaleno e umanità. Dal mare alla montagna.
«Anche quest’anno il Comune di Vasto rinnova il Campus Montano “Oltre la Vetta”, un’esperienza speciale dedicata ai ragazzi del Centro Diurno comunale “Come un filo rosso” – ha annunciato il 26 maggio l’assessora Bosco – Dal 30 agosto al 5 settembre, a Capracotta, i partecipanti vivranno giorni di condivisione, autonomia e crescita personale in un contesto educativo e inclusivo».
Un campus che «non è solo un soggiorno, ma un percorso che permette ai ragazzi di sperimentarsi, rafforzare relazioni, acquisire nuove autonomie e vivere esperienze significative insieme agli operatori e alle famiglie che li accompagnano ogni giorno con entusiasmo e fiducia – la riflessione/testimonianza di Anna Bosco – Crediamo profondamente in progetti come questo, perché l’inclusione passa anche attraverso opportunità concrete, capaci di creare indipendenza, partecipazione e benessere».
Il 23 maggio è stato pubblicato l’avviso per la co-progettazione e la gestione di un nuovo Centro Servizi per la Famiglia per l’Ambito Sociale 7 in cui sono compresi, insieme a Vasto, i comuni di San Salvo, Cupello, Fresagrandinaria, Lentella, Casalbordino, Pollutri, Villalfonsina, Torino di Sangro.
È un «nuovo servizio pensato per rafforzare il supporto alle famiglie del territorio attraverso attività di ascolto, orientamento, sostegno alla genitorialità, mediazione familiare, accompagnamento educativo e inclusione sociale, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità – sottolinea l’assessora alle politiche sociali di Vasto, comune capofila dell’Ambito Sociale – L’avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore, associazioni, cooperative sociali e realtà con esperienza nei servizi sociali e familiari, anche in partenariato. Il progetto avrà durata di 12 mesi e sarà finanziato con oltre 63 mila euro. Le proposte dovranno essere presentate entro il 22 giugno 2026 secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico disponibile sul sito del Comune di Vasto».
















