SOMMA VESUVIANA (NA) – Un grido d’aiuto. Una denuncia corale. I cittadini onesti del Parco del Sole, quartiere popolare di Somma Vesuviana, hanno firmato un atto di denuncia-querela per squarciare il velo su una realtà criminale che dura da decenni. Stesso indirizzo, stesso clan, stessi orrori.
Sotto accusa il clan Mirra-Mignano, ritenuto vicino ai clan Mazzarella e Rinaldi, che controlla ogni angolo del parco: dalle estorsioni al traffico di droga, dalle truffe ai finti matrimoni per la cittadinanza. Un sistema mafioso che si rigenera, si adatta, e continua a prosperare.
Il pizzo travestito da “pulizie”
Ogni famiglia del Parco è costretta a pagare 10-15 euro al mese, riscossi da Giuseppina Mirra e Nunzio Mignano, con la scusa delle pulizie condominiali. Chi rifiuta subisce ritorsioni, danni e minacce. Gli esattori agiscono indisturbati, ogni mese, da anni.
Spaccio a cielo aperto: la piazza mai chiusa
Droga, anfetamine, sigarette di contrabbando: il Parco del Sole è una base operativa per lo spaccio. Dalle scale A alla E, si muove un’organizzazione rodata: vedette sui tetti, “pali” agli ingressi, campanelli nascosti, dosi calate dai balconi.
Enrico Mirra, su uno scooter senza assicurazione, fa le consegne. Maria e Raffaella Mirra gestiscono gli ordini dalla veranda. È il 2019 che si ripete. Solo che siamo nel 2025.
Furti, occupazioni abusive e terre di nessuno
Le case sono occupate con la forza. L’energia elettrica e l’acqua vengono rubate dai contatori condominiali. Un faro artigianale illumina la piazza di spaccio anche di notte. Scooter e auto girano senza assicurazione. Ragazzini minorenni fanno da staffetta.
Estorsioni al cimitero e al mercato: il racket del weekend
Ogni sabato e domenica, Nunzio Mignano estorce denaro agli automobilisti che si recano al mercato o al cimitero. Chi non paga, si ritrova l’auto danneggiata. Una “tassa mafiosa” imposta alla luce del sole, tollerata da tutti. Lo Stato, assente.
Truffe, matrimoni finti e cittadinanza comprata
Secondo la denuncia, il clan gestisce matrimoni simulati con stranieri in cambio di soldi, per ottenere la cittadinanza. Conti correnti fittizi, assegni scoperti, e un modello truffaldino simile a quello emerso a Marigliano con l’operazione “Rinascita”.
Un clan ancora attivo, un’organizzazione familiare impunita
Ecco l’organigramma ancora operativo secondo i cittadini:
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Luigi Mirra – Capo clan (detenuto), continua a dirigere tutto dalla casa abusiva al 4° piano, scala E.
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Antonio Mirra – Estorsioni e spaccio, residente al Parco Fiordaliso.
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Enrico Mirra – Consegne in scooter.
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Salvatore Mirra – Palo ed esattore.
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Maria e Raffaella Mirra – Spaccio e contrabbando.
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Giuseppina Mirra e Nunzio Mignano – Riscossione pizzo e logistica. Nessuno ha patente, assicurazione o paura di essere fermato.
“Lo Stato dov’è?”
Il grido dei cittadini è disperato. Nessun arresto risolutivo, nessuna bonifica, nessuna confisca. I clan entrano ed escono di galera, ma il business criminale è intatto. L’unica costante è l’indifferenza delle istituzioni.
“Vi preghiamo di non archiviare. Siete la nostra ultima speranza. Vogliamo solo vivere in pace”.
L’appello accorato al Procuratore Gratteri
Il documento si chiude con un appello diretto al Procuratore Nicola Gratteri:
“Aiutateci a liberare il Parco del Sole. Qui la camorra è legge. Noi chiediamo solo giustizia”.
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