“StatoMafia. La guerra dei trent’anni”
È questo il titolo del libro pubblicato il 15 luglio dal giornalista Stefano Baudino e dal documentarista antimafia e antiterrorismo Heiner Koenig, edito da PaperFIRST. Entrambi sono anche fondatori di Lumen, la piattaforma divulgativa online. Il libro, con documenti alla mano, ripercorre fasi cruciali del nostro paese dal punto di vista storico-giudiziario. Mettendo in ordine la storia recente di cosa nostra, grazie a questo libro vengono smontate tutte le costruzioni fantasiose che vengono fatte dal mainstream sulle sentenze di importanti processi.
Sempre carte alla mano vengono scandagliate nei fatti alcuni tra i più importanti processi fatti a Palermo, ma non solo, dal gennaio 1993 con la procura di Palermo appena iniziata ad essere diretta da Gian Carlo Caselli: a partire dalla famosa frase “Assolto, assolto, assolto” gridata dall’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Giulio Andreotti, al processo Dell’Utri passando a quello sulla mancata perquisizione del covo di Totò Riina; la morte del confidente del colonnello Michele Riccio, Luigi Ilardo; il processo Contrada; il processo Carnevale; il processo Musotto.
Sono stati approfonditi eventi attuali, come Atreju 2024, con il tentativo di riscrivere la storia da parte della maggioranza di governo e dalla commissione parlamentare antimafia, presieduta dall’onorevole Chiara Colosimo, con annessa voglia di far fuori dalla stessa commissione ex magistrati, e attuali componenti della stessa, i pentastellati Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho.
Vengono, inoltre, fatti degli approfondimenti sulla situazione carceraria post stragi, con annessi pericoli di trattative interne da parte anche dei servizi e bloccati da magistrati come Alfonso Sabella; sul periodo di mani pulite e su alcune stranezze che hanno coinvolto gli uomini del ROS, a partire dal comandante Antonio Subranni, passando per Mario Mori, Giuseppe De Donno, Sergio De Caprio (alias Ultimo). Inoltre viene trattato pure il processo Mori-Obinu.
Sono entrati prepotentemente sulla questione che attualmente divide il fronte antimafia: la Trattativa Stato-Mafia e il dossier dei Ros “Mafia e Appalti”.
Hanno evidenziato tutti i motivi per il quale il dossier, redatto dagli stessi personaggi che nel corso del tempo si sono ritrovate in molte delle dinamiche ambigue nella lotta a cosa nostra, non possa essere la causa dell’accelerazione della strage di via d’Amelio e di come anche altri processi, al netto delle assoluzioni in Cassazione del processo Trattativa, abbiano confermato di come sia realmente esistita la Trattativa instaurata dai Ros, con il tramite di Vito Ciancimino, con i capi di cosa nostra e quindi i corleonesi.
Infine un passaggio è stato fatto sul ruolo della stampa e di come, mano a mano sentenza dopo sentenza, siano stati trattati tutti i passaggi di maggiore importanza nella lotta alle mafie della nostra epoca.
Il tutto è stato arricchito da una importante prefazione realizzata a quattro mani dall’ex procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli e dall’ex procuratore aggiunto, sempre a Palermo, Antonio Ingroia.
Trattando il caso del confidente Luigi Ilardo viene citata una intervista fatta dal nostro direttore, Paolo De Chiara, all’allora colonnello del Ros Michele Riccio
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