È notizia delle scorse settimane l’indagine avviata dalla Procura di Milano, dopo l’esposto del giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni, supportato dall’ex Magistrato Guido Salvini e dall’avvocato Nicola Brigida, sui turisti cecchini a Sarajevo. Un business criminale di cui anni fa scrisse Luca Leone nel libro «I bastardi di Sarajevo: Una città in balìa della corruzione, un Paese senza speranze di futuro, il fantasma del passato che torna dall’Italia» pubblicato undici anni fa.
In un precedente libro, uscito all’alba del terzo millennio Leone documentò e denunciò il business mondiale, in cui l’Italia da decenni è al primo posto mondiale, del turismo pedofilo, nel libro «INFANZIA NEGATA. Piccoli schiavi nel pianeta globale».
Nella Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza Avvenire ha pubblicato la testimonianza di Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, da decenni in prima linea nella difesa dei bambini dagli abusi pedofili e delle reti e business pedocriminali.
Sul web l’inferno dei bambini predati da abusatori e reti di pedofili
Nell’articolo di Marco Birolini su Avvenire è riportata la testimonianza di Frassi su quanto lui documentò e denunciò vent’anni fa in Romania, i bambini nelle fogne e negli orfanotrofi di Bucarest vittime di situazioni drammatiche e di ricchi turisti cacciatori di bambini.
«Alcuni agenti vennero a frequentare i nostri corsi (Prometeo effettua seminari di formazione anche per Scotland Yard, ndr): con grande cautela mi raccontarono di turisti stranieri, in prevalenza tedeschi, arrivati per dare la caccia ai bambini presi per strada o negli orfanatrofi. Era da poco finita la guerra in Jugoslavia. Un turpe business dietro cui, mi spiegarono, si celavano rapporti indicibili tra insospettabili e organizzazioni criminali. Per mettere in scena qualcosa del genere servono coperture di alto livello. E a quei tempi la corruzione abbondava – racconta il presidente di Prometeo – Arrivavano dei taxi da cui scendevano stranieri: prelevavano i ragazzini e sparivano. A volte quei bimbi non tornavano indietro. Una volta ne trovammo uno morto: decidemmo di pagare il funerale, per evitargli di finire in una fossa comune».
«Ciò che dico pubblicamente sulla pedofilia è solo il 20% di quello che sappiamo: alcune cose sono troppo brutte per raccontarle. Però è ora di squarciare il velo, e denunciare i mostri. Noi lo facciamo da anni, suscitando sdegno e stupore. Ma poi non resta nulla, non cambia niente. Forse è un meccanismo di rimozione collettiva. O forse c’è dell’altro, non si vuole andare fino in fondo. Il caso Epstein in America lo conferma – denuncia Massimiliano Frassi – Ricordo quando andai a Timisoara a visitare un ospedale. Vidi due finestre, dentro si scorgevano tantissimi bambini in una stanza. Chiesi alla mia guida, una ragazza del posto, chi fossero, di quale reparto si trattasse…». La risposta fu raggelante: «Quali bambini? Lì non c’è nulla…».
«I bambini nelle fogne di Bucarest» è stato il primo libro in cui Massimiliano Frassi riportò le sue denunce su quel che vide e documentò in Romania. Lo stesso Stato dell’Est Europa tra gli snodi dei business dello stupro a pagamento e tra le frontiere, come denunciammo nel 2022 e 2023, dello sfruttamento mafioso dell’emergenza umanitaria successiva alla nuova guerra tra Russia e Ucraina. Nei nostri archivi sono abbondanti gli articoli, le testimonianze e la documentazione su quanto accadde.
Massimiliano Frassi continuò la sua inchiesta e nel successivo libro «L’inferno degli Angeli» portò l’attenzione sui «bambini delle fogne di Brescia, Roma, Milano…», a dimostrazione di quanto questo turpe spaccato contro i bambini è transnazionale e l’Italia non esente, anzi, ancora una volta la pedocriminalità impazza. «Destini che nessuno sa» di Nicolò Angileri è il libro su «una delle pagine più nere per quanto concerne la pedofilia nel nostro paese» avvenuta nel quartiere Ballarò di Palermo.
I tre libri che citiamo in quest’articolo, insieme agli altri citati di recente (a partire dall’articolo del 12 settembre) sulle reti online della pedocriminalità e a tanti altri sulle denunce e le attività di Prometeo, sono acquistabili sul sito web dell’associazione qui
https://www.associazioneprometeo.org/shop-solidale/ .
Birolini su Avvenire sottolinea che ogni giorno scompaiono in Europa almeno 17 minori, un numero che può apparire poco significativo in un continente ma così non è. Dietro quelle scomparse si celano reti e business criminali, il numero di minori è in aumento ogni anno e l’inferno che si cela è devastante, drammatico, disumano. L’Italia e l’Abruzzo, regione piccola come una parte di Roma ma in cui i numeri dei pedocrimini in ascesa è sconvolgente, lo testimoniano. L’associazione Penelope Abruzzo ha raccolto e rielaborato i dati dell’ultimo report del Commissario Straordinario di Governo sulle persone scomparse.
L’approfondimento di Birolini riporta, subito dopo ave riassunto quanto emerso sui turisti cecchini a Sarajevo, la vicenda del “mostro di Marcinelle”, la vasta rete di pedofili che si nascondeva dietro Dutroux e le cacce ai bambini che venivano organizzate. Il 19 novembre, vigilia della Giornata Mondiale dedicata all’Infanzia e all’Adolescenza, è stato l’anniversario dell’assassinio in Afghanistan di Maria Grazia Cutuli. Prima del ritorno in Afghanistan la sua inchiesta pubblicata sul Corriere della Sera documentò proprio la vasta rete di pedofili dietro il “mostro di Marcinelle”. Un’inchiesta che abbiamo ripubblicato due anni fa approfondendo anche queste vaste reti, e gli appoggi di alto livello, in varie parti d’Europa dall’Inghilterra all’Italia.
Dietro il «mostro» una rete pedocriminale con connivenze di altissimo livello
Il mostro di Marcinelle e il lato oscuro del Belgio: inchieste insabbiate sulle reti pedocriminali
Olocausto bianco, pedofilia epidemia del terzo millennio, cancro della società
Inghilterra, di cui ci siamo occupati in quel ciclo di articoli, in cui il sistema Epstein – ormai simbolo della pedocriminalità di altissimo livello – ha raggiunto la Corona inglese e non solo. Sistema Epstein di cui in Italia si continua a parlare solo quando fa comodo alle schermaglie politiche e di cui si solo sussurra sottovoce, basti vedere il tempo e lo spazio dedicato al recente viaggio di Re Carlo in Italia, alla morte della Regina Elisabetta e alla sua incoronazione, ad ogni gossip e quanto viene dedicato al coinvolgimento nel sistema Epstein dell’ex principe Andrea.
Il sistema Epstein e la pedocriminalità delle alte sfere sono innegabili e ben conosciuti
Il sistema Epstein, la pedofilia delle alte sfere e i silenzi complici della società





