Aprile, una volta dolce dormire, è iniziato togliendo il sonno a migliaia di abruzzesi e molisani. Le piogge alluvionali della settimana santa hanno portato a giorni di grave emergenza. Che non è finita con l’addio delle nubi nere e delle loro pesanti lacrime.
Un territorio fortemente fragile è stato ferito, gravemente ferito. Ed è tornato a franare. Una frana in località Acquaviva a Roccaspinalveti il venerdì santo ha avviato un calvario di passione che si spera possa finire nelle prossime ore. O al massimo giorni.
La grave emergenza alluvionale della settimana santa è stata anticipata da abbondanti piogge già sul finire della settimana precedente. Piogge che il 3 aprile hanno causato la frana a Roccaspinalveti che ha travolto un lungo tratto delle condutture idriche. Poco distante dal tratto coinvolto una precedente frana aveva già travolto una parte delle condutture nel giugno 2024, tratto in cui la conduttura è ancora provvisoria in attesa della riparazione definitiva.
Alla prima frana a Roccaspinalveti lo scorso fine settimana, quando la Sasi aveva iniziato a re-immettere acqua nelle condutture e iniziare a prevedere il ritorno alla normalità, una seconda frana a Liscia ha rimesso tutto in discussione. Una terza frana è avvenuta, aggravando il quadro, a Carunchio. Riparate queste due frane, e in stato avanzato i lavori a Roccaspinalveti, l’auspicio della società espresso mercoledì è stato che oggi «a dispetto di scongiuri e scaramanzie, si potrà festeggiare il superamento delle turnazioni e la restituzione di quello che, a ragione, viene definito l’oro blu».
Le turnazioni a cui ha fatto riferimento la società sono, allo stato attuale per quanto di nostra conoscenza, quelle comunicate martedì. L’erogazione idrica regolare in 5 dei 15 comuni colpiti – Palmoli, Celenza sul Trigno, Carunchio, Dogliola e San Giovanni Lipioni – per tutta la giornata. In tre comuni l’erogazione idrica avverrà per ora solo in alcune ore della giornata: Tufillo (dalle 17.00 alle 7.00), Fresagrandinaria (dalle 14.00 alle 20.00), Guardiola (frazione di Fresagrandinaria (dalle 13.00 alle 19.00) e Lentella (dalle 13.00 alle 19.00).
Il presidente della Sasi Nicola Scaricaciottoli, sempre nella giornata di mercoledì, ha informato il presidente della Regione Marco Marsilio che «con l’arrivo dei materiali mancanti sarà possibile completare entro pochi giorni gli interventi e ripristinare la piena regolarità del servizio, garantendo intanto una fornitura sufficiente».
La fragilità del territorio e lo stato di emergenza continua è confermato anche dallo stato delle strade. Mentre prosegue il dramma della famiglia Recanati dopo la scomparsa di Domenico nel crollo del ponte della Statale 16 Adriatica sul fiume Trigno, confine tra Abruzzo e Molise, le strade dell’alto vastese si presentano sempre più in uno stato post bellico. Per riparare le strade la stima, resa nota da Gianni Quagliarella nell’edizione delle 14 della TGR RAI Abruzzo del 15 aprile, è di oltre 100 milioni di euro.
A Castiglione Messer Marino si terrà martedì 21 aprile alle ore 11 un consiglio provinciale straordinario. All’ordine del giorno lo stato di totale emergenza delle strade, ci sono comuni che rischiano l’isolamento o quasi e in molte altre strade la circolazione è in uno stato di fortissima precarietà e insicurezza.
Richiesta di un consiglio provinciale straordinario era arrivata il 13 aprile da sei consiglieri provinciali di opposizione – Renzo Di Lizio, Catia Di Fabio, Luca Conti, Enzo Di Diego, Massimiliano Berghella, Claudio Carretta – che hanno chiesto una convocazione urgente.
Obiettivo della richiesta «affrontare una situazione che, a seguito degli ultimi eventi atmosferici, è diventata insostenibile per molti Comuni» sottolineano i sei consiglieri di centrodestra. «Frane, smottamenti, strade chiuse e collegamenti interrotti stanno causando enormi disagi, in particolare nelle aree interne, dove si registrano difficoltà quotidiane per cittadini, imprese e amministrazioni locali» la sintesi della situazione riportata da Di Lizio, Di Fabio, Conti, Di Diego, Berghella e Carretta.
«Dopo aver formalizzato la richiesta riteniamo doveroso esprimere la nostra piena vicinanza e solidarietà a tutti i Sindaci e alle comunità che stanno vivendo una fase così complessa – hanno dichiarato gli esponenti della minoranza in consiglio provinciale – In molti casi si trovano ad affrontare emergenze gravi senza adeguato supporto e con grande senso di responsabilità».
Di Lizio, Di Fabio, Conti, Di Diego, Berghella e Carretta sottolineano che «molte delle criticità attuali erano già state segnalate negli anni precedenti (2017 e 2023) e non hanno ancora trovato soluzione» ed è assente oggi «un quadro chiaro sugli interventi e sulle tempistiche di ripristino». Da ciò scaturisce la richiesta di una seduta urgente del consiglio provinciale per «fare chiarezza sullo stato della rete viaria, rendere pubblica la mappatura dei danni, definire tempi certi per la riapertura delle strade e individuare una strategia prioritaria per le aree più colpite» in quanto «è necessario un confronto immediato e trasparente per dare risposte concrete ai territori e garantire sicurezza e continuità dei collegamenti».





