La persona che vive una dimensione di Pace innanzitutto dev’essere mite e incline alla benevolenza, alla pazienza, alla mansuetudine.
Non deve adirarsi, non deve invidiare, deve evitare il facile sdegno.
Le sue prevalenti caratteristiche sono la serenità del cuore, l’equilibrio e la riflessione.
Dev’essere misericordiosa, accogliere con simpatia e trasmettere le doti che coltiva dentro di sé.
La bontà, implicitamente riconosciuta alla persona mite e misericordiosa, è il connotato più specifico dell’operatore di pace.
Una bontà che si traduce in comportamenti concreti in vari ambiti: nel campo politico-economico, nell’assistenza e nello sviluppo dei Paesi poveri, nel sostegno alle varie espressioni del volontariato.
Nella scelta del progressivo disarmo.
E, in maniera somma, nell’ASSOLUTO RIFIUTO DELLA GUERRA come strumento di risoluzione delle controversie interne e internazionali.
Nessuno degli attuali governanti, in tutto il mondo, ha tali caratteristiche, pertanto nessuno può essere candidato per ricevere il Nobel per la Pace.
Chi di loro dovesse riceverlo va considerato un usurpatore.
Sarebbe opportuno che, per alcuni anni, il premio non venisse assegnato.
Nella speranza che da qualche parte stia crescendo un altro Gandhi o un altro Martin Luther King.





