Antonio Mazzeo inizia questa seconda parte della puntata con una riflessione inquietante.In questi ultimi tre mesi,il cosidetto orologio dell’ Apocalisse, creato da un gruppo di scienziati americani riguardo alla prossimita’ o meno di avvicinarsi al conflitto nucleare, è andato pericolosamente vicino allo scoccare della fatidica Ora X.
Altra,importante,riflessione.Di cercare di ritrovare lo spirito di mobilitazione di massa.Non soltanto di quello che si è avuto nel 2025 riguardo la protesta per Gaza,ma proprio lo stesso che accadde negli anni 80,che portò allo smantellamento delle basi con armi nucleari in Sicilia,e in tutta Italia.Con l’unica soluzione proponibile oggi: l’abolizione e smantellamento di tutte le armi atomiche e non convenzionali in tutti i paesi e nazioni del globo.
Uscendo,come fa giustamente notare Danilo Gullotto,dalla vecchia logica del MED(Mutual Exchange Destruction),l’equilibrio deterrente di avere armi di distruzione totale in misura eguale da parte dei contendenti.Perche’? Perché completamente obsoleta e pericolosa,visto che quando uno degli avversari rompe l’equilibrio e ha la superiorità,la userà sicuramente per primo,senza più nessuno scrupolo diplomatico o morale.
L’ altro problema serio.Il mito delle armi nucleari tattiche,le atomiche a bassa intensità che non dovrebbero provocare la distruzione planetaria.Primo:in una guerra nucleare totale,la definizione di Einstein di tornare alla preistoria, è fin troppo ottimista.In un conflitto intercontinentale di questo tipo non si torna all’ età della Pietra,non si va da nessuna parte, perché il giorno dopo,”the day after“,non vi è più nulla sul pianeta.
Secondo:il mito della guerra nucleare minima e limitata,usando le armi nucleari tattiche,è e rimane soltanto una cosa,un mito appunto.Questo tipo di armamento non distrugge in modo totale,ma crea uno sconvolgimento a livello di energia, comunicazioni, sociale,che non vi sono più né eserciti che si combattono,né qualsiasi struttura organizzata degli insediamenti umani, neanche alla fine gli stessi governi e nazioni.
Sintetizzando:il conflitto con missili balistici intercontinentali,ci svegliamo,il giorno dopo,nel mondo di “Mad Max 2-Interceptor” e di “Mad Max 3-Thunderdome“,ma in quello con le atomiche tattiche,ci risvegliamo nella realtà di “Mad Max 1“(il primo film del 1979) o in quella carpenteriana di “1997:Escape from New York“.Incubo su incubo.
Saro Cuda prosegue la narrazione dell’ assurda vicenda della compilazione e pubblicazione della mappa con localizzate tutte le basi americane in Sicilia,avvenuta negli anni 80,già illustrata nella prima parte della puntata,per arrivare a analisi e riflessioni interessanti e drammatiche.
Prima osservazione.La quantità eccessiva numerica di queste sul territorio siciliano.In cui la provincia di Siracusa ha il top di insediamenti.E qui,vi è il fattore di continuità della dinamica di guerra,che dopo il 1945,non si è affatto arenato.
Augusta,stazione e base della Sesta Flotta USA,durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale.Augusta e tutta la zona intorno,e tutta la provincia siracusana,di nuovo centro nevralgico di insediamenti militari per tutta la seconda metà del ventesimo secolo.Andando come estensione ben oltre,fino ai monti prospicienti le zone interne della provincia.
Con un altro pericolo da non sottovalutare.Lo stabilimento del petrolchimico nella zona,ancora attivo,che,in caso di attacco nemico, provocherebbe una catastrofe ecologica e umanitaria gravissima.E la vicinanza con Sigonella,fa sì che vi sia un allarme perenne, esteso anche fino alla zona di Lentini.
Le riflessioni di Saro Cuda non si possono fermare solo al caso Sicilia.Ma a tutte le innumerevoli basi sparse in tutta Italia,e di cui, secondo una famosa espressione della lingua inglese,”as a matter of facts” non si sa nulla di cosa accade,cosa servono,e le popolazioni locali sono tenute all’oscuro di ogni attività.
Le esercitazioni di elicotteri nelle Madonie,che provocano la reazione dei sindaci dei comuni allarmati,altri casi come il Salento con gli aeroporti e strutture militari come Galatina,Brindisi ,e sempre le esercitazioni di caccia a volo quasi radente sui centri delle rispettive province di appartenenza.
E,alla fine,la cosa più preoccupante.Ritorno al passato.Ma non il passato della Guerra Fredda,ma molto più indietro,a poco prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale(le misure repressive della Germania attuale sui cittadini del paese che vogliono o viaggiare o trasferirsi all’ estero sono solo un piccolo esempio di quello che sta accadendo “in progress” continuo, attualmente).
Allora,tornando al discorso iniziale di Antonio Mazzeo,la necessità,anzi,l’obbligo di cambiare registro,subito.Con l’abolizione completa e proibizione totale di tutte le armi nucleari sul pianeta da parte di tutte le nazioni del mondo,con una presa di coscienza collettiva di massa globale,che induca i vari governi del pianeta a compiere questo passo.Per non stare sempre in bilico sul baratro,in cui sicuramente si cadrà alla fine,dell’ altalena della deterrenza o della deterrenza in altalena.




