Privazione, per bambini e adolescenti, delle opportunità di apprendimento, crescita e sviluppo delle proprie potenzialità, talenti e aspirazioni. È la definizione della povertà educativa, un’emergenza sociale che in tutta Italia colpisce oltre un milione di minori. In Abruzzo la situazione è migliore della media nazionale: le famiglie in condizioni di povertà relativa sono il 10,1%, la media nazionale è il 10,9%, mentre i giovani che non lavorano e non studiano sono il 17,2% secondo dati di OpenPolis.
«La povertà educativa è una ferita che colpisce il futuro stesso di un territorio: combatterla significa costruire una comunità più forte, inclusiva e capace di crescere insieme» è la riflessione di Anna Bosco, assessora alle politiche sociali di Vasto, che abbiamo citato nei giorni scorsi nell’articolo sul progetto di contrasto presentato con altri otto comuni, scuole ed enti del terzo settore.
Un secondo progetto promosso dal Comune di Vasto e dall’intero Ambito Sociale del vastese è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. «Avviare una serie di iniziative volte ad affrontare la povertà educativa, con particolare attenzione alla fascia di età infantile e minorile, per favorire il recupero, l’integrazione e lo sviluppo delle capacità e competenze dei singoli minori interessati» è l’obiettivo del progetto, co-finanziato con risorse europee, per 760.881,60 euro.
«Scuola, sport, cultura, inclusione e crescita personale saranno al centro di percorsi educativi costruiti insieme alle famiglie, per non lasciare indietro nessuno. Crediamo in una comunità che si prende cura dei più giovani, valorizzando talenti, passioni e opportunità. Perché ogni ragazzo merita strumenti concreti per costruire il proprio futuro» – sintetizza l’anima del progetto l’assessora Bosco.
«Impegnato in una programmazione continua di azioni nel sociale, orientate al sostegno delle fasce di popolazione in stato di fragilità, con numerosi programmi e progetti già avviati e realizzati, l’ambito Vastese potrà ora contare su questo nuovo fondo per incentivare, migliorare e ampliare il raggio d’azione delle proprie politiche sociali», sottolinea in una nota l’Amministrazione Comunale, in cui saranno attivi «come ente del terzo settore in partnership, dell’organizzazione internazionale “Save the Children”. il Comune di Vasto, in qualità di ente capofila dell’Ambito Territoriale Sociale n. 7, opererà in sinergia con i Comuni di San Salvo, Cupello, Pollutri, Casalbordino, Villalfonsina, Lentella, Fresagrandinaria, Torino di Sangro in una logica di rete e cooperazione istituzionale volta a rafforzare l’impatto degli interventi sul territorio».
Questi i dettagli del nuovo progetto.
Attivazione di dispositivi socio-educativi che integrano servizi, beni e strumenti finalizzati ad assicurare la partecipazione alla vita sociale, educativa, culturale, artistica, sportiva di bambine, bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni, ivi compresi i minorenni con background migratorio e minori stranieri non accompagnati (MSNA), con il fine di contrastare la povertà educativa attraverso la valorizzazione di desideri, competenze e passioni. Ogni minore beneficiario avrà un suo piano individualizzato co-progettato dall’educatore insieme al ragazzo/a e alla sua famiglia, elaborando insieme il percorso educativo su cui investire, garantendo un monitoraggio costante del percorso con possibilità di rimodulazioni sulla base di eventuali nuove esigenze. Elemento qualificante del progetto sarà la fornitura di beni e servizi a favore dei destinatari, che potrà riguardare:
- Il diritto allo studio, mediante la fornitura di beni essenziali e funzionali a sostenere il percorso scolastico e la frequenza alle attività didattiche (acquisto testi scolastici, kit scolastici, ticket mensa, trasporti, ecc.)
- Conoscere e sperimentare, offrendo la possibilità di frequentare attività extra-scolastiche, quali ad esempio attività sportive, artistiche, corsi di lingua o informatica, corsi di musica, attività di aggregazione, attività socioeducative, corsi di teatro, ecc. ovvero di acquistare i beni e le attrezzature funzionali.
- Aprire i propri orizzonti, offrendo l’opportunità di conoscere altre realtà con cui confrontarsi (ad es. partecipazione a esperienze educative estive/campo estivo, viaggi di istruzione, esperienze culturali, visite musei, abbonamenti teatrali, ecc.) Dopo la sottoscrizione della convenzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’organo politico dell’Ambito Sociale, si riunirà nuovamente per concordare insieme l’indirizzo per l’individuazione dei criteri necessari alla presa in carico dei minori residenti in tutti i comuni del distretto socio-assistenziale
«Un tempo l’educazione dei ragazzi e delle ragazze, era delegata a scuole e famiglie. Oggi non può e non deve più essere così – la riflessione/testimonianza di Anna Bosco, assessora alle politiche sociali – La complessità delle condizioni di vita sociale, culturale ed economica delle persone, la crescita delle diseguaglianze e il progressivo aumento del costo della vita senza un altrettanto progressivo aumento del potere di spesa delle famiglie, rischiano di spingere sempre più nella fragilità e nell’esclusione sociale persone che già partono da situazioni di svantaggio, i minori a maggior ragione. Sono le opportunità educative in età scolare a costruire le persone, a offrire strumenti per vivere e per affrontare le difficoltà, le emozioni, le relazioni e gli orizzonti. La parola ComeTE evoca i sogni che brillano nella vita di ciascun beneficiario/a e richiama alla centralità del bambino. Sarà, non ho dubbi, un progetto molto bello come è bello il suo nome che ne rappresenta identità e visione».





