Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e leader del movimento politico Indipendenza, domani dal carcere di Rebibbia e tornerà uomo libero. Il movimento politico fondato da Alemanno ha annunciato nei mesi scorsi di essere confluito in Futuro Nazionale. E proprio il fondatore di FN, Roberto Vannacci, europarlamentare e generale dell’esercito in congedo, sarà fuori dai cancelli di Rebibbia ad attendere Alemanno.
La circostanza ha portato il testimone di giustizia Gennaro Ciliberto, che da anni denuncia le condizioni in cui sono costretti a sopravvivere i testimoni di giustizia in questo Paese, a scrivere e rendere pubblica una lettera aperta a Vannacci.
Questo il testo.
«Il Generale Vannacci parla spesso di “remigrazione” e di legalità, ma conosce davvero il sacrificio di chi, da soggetto onesto, ha dato un contributo unico allo Stato e alle istituzioni? Conosce le storie, i drammi e l’isolamento dei testimoni di giustizia?
Voglio sollevare interrogativi stringenti sul concetto di cambiamento promosso dal Generale, mettendone in luce le contraddizioni rispetto alle figure politiche a cui sembra guardare per consolidare il proprio consenso.
Il silenzio sugli eroi del quotidiano: perché non ricordare chi ha sfidato apertamente le mafie?
Chi, con la propria denuncia e a rischio della vita, ha permesso alla magistratura di confiscare milioni di euro e assicurare alle patrie galere mafiosi, collusi e corruttori che hanno depredato il denaro pubblico?
Sebbene il diritto alla riabilitazione sia sacrosanto per chiunque abbia pagato il proprio debito con la giustizia, desta forte preoccupazione la spinta verso un certo tipo di consenso. Dopo l’esempio, tutt’altro che edificante, di Totò Cuffaro, oggi lei, Generale, porta l’attenzione su Gianni Alemanno, attualmente detenuto, e sul suo bacino elettorale, pronto per essere capitalizzato. Una vera strategia la sua oppure altro?
Generale Vannacci, se ha tempo, legga le storie dei testimoni di giustizia.
Digiti su Google: Ciliberto Gennaro testimone di giustizia.
Abbia la dignità di restituire a noi, uomini e donne incensurati e onesti, la giusta considerazione. Noi siamo gli esempi da seguire, non chi ha calpestato la legalità.
Se la sua scelta sarà quella di attendere determinati personaggi fuori dal carcere per puro calcolo politico, allora sappia che noi onesti cittadini aspetteremo lei fuori dal Parlamento, perché ci deve guardare in faccia, deve saperci dire cosa è per lei la legalità.
Perché troppo spesso, in questo Paese, si mette “a carne a sotto e i maccaroni a cop’”, ribaltando la realtà e premiando chi non lo merita».





