Nel 46° anniversario della strage fascista di Stato alla stazione di Bologna, sette rappresentanti del Governo hanno, come di consueto, diffuso dei messaggi (inutili) per ricordare le 85 persone innocenti uccise e gli oltre 200 feriti.
Nessuno di loro, però, ha richiamato la matrice fascista e neofascista dell’attentato, il progetto eversivo, la loggia P2, i depistaggi, il ruolo di Gelli e il coinvolgimento di uomini appartenenti agli apparati dello Stato. Nessuno ha parlato della foto dove l’attuale presidente della Commissione antimafia sorride con Ciavardini (NAR), condannato definitivamente per la Strage fascista di Bologna.
Le sentenze definitive hanno messo un punto fermo: quella del 2 agosto 1980 fu una strage fascista, organizzata ed eseguita da terroristi neofascisti, finanziata e protetta attraverso una rete composta da piduisti, depistatori e servitori infedeli dello Stato.
Eppure, nelle dichiarazioni della presidente del Consiglio e di altri “autorevoli” componenti dell’esecutivo, il “fascismo” scompare.
Ecco la carrellata delle inutili dichiarazioni diffuse il 2 agosto 2026 dai rappresentanti del Governo:
Giorgia Meloni (presidente del Conisglio dei Ministri): «Il terrorismo ha colpito al cuore la Nazione»
«Quarantasei anni fa il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci. Ha colpito al cuore la Nazione intera».
Nessun riferimento alla matrice fascista, alla P2, ai depistaggi e agli apparati deviati.
Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: «Una strage maledetta»
«Oggi Bologna e l’Italia ricordano e onorano una strage maledetta che ha rubato la vita a donne, uomini e bambini innocenti».
Non ha richiamato la natura politica dell’attentato, le sentenze, la P2 o i depistaggi.
Guido Crosetto, ministro della Difesa: «Violenza disumana contro i valori costituzionali»
«Una strage che provocò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200, nel tentativo di minare i valori costituzionali».
Elisabetta Casellati, ministra per le Riforme istituzionali e la Semplificazione: «Un’immane tragedia»
«Quella immane tragedia testimonia quanto siano preziosi i valori della libertà, della convivenza civile e della democrazia».
Alessandro Giuli, ministro della Cultura: «Rendere accessibili gli atti declassificati»
«Garantire la più ampia accessibilità alla documentazione rappresenta un dovere delle istituzioni e uno strumento essenziale per consolidare l’accertamento della verità storica».
Nessuna precisazione sulla “verità storica”: matrice neofascista della strage, finanziamenti piduisti e depistaggi.
Orazio Schillaci, ministro della Salute: «Una ferita indelebile»
«Il 2 agosto 1980 rappresenta una ferita indelebile per la nostra Nazione».
La strage, anche in questo caso, rimane senza matrice politica.
Lucia Borgonzoni, sottosegretaria al ministero della Cultura: «Una ferita da non lasciare nell’oblio»
«Uno dei più gravi attentati della storia repubblicana che resta ancora oggi una ferita che lo Stato non deve lasciare nell’oblio».
La sottosegretaria bolognese non ricorda la matrice fascista dell’attentato.

Chiara Colosimo, presidente Commissione antimafia: “Atto terroristico devastante”
“La stazione di Bologna, 46 anni fa, è stata teatro di una delle pagine più efferate e crudeli della storia della nostra nazione. Un atto terroristico devastante che ha seminato morte, sangue e paura. Un vile attentato che ha colpito il cuore della nostra democrazia e spezzato la vita di 85 vittime innocenti. A tutti i loro familiari, ai feriti e alla città di Bologna, in questa giornata di dolore, va il mio pensiero più profondo”.
Chiara Colosimo ricorda l’“atto terroristico devastante”, senza indicare gli organizzatori. Nessun cenno nemmeno per uno dei condannati, presente nella fotografia che la ritrae sorridente e con le mani intrecciate a quelle di Luigi Ciavardini, ex terrorista dei NAR condannato definitivamente a trent’anni per la strage fascista di Bologna.





