Siamo a Catania, più precisamente nel quartiere San Cristoforo, in uno dei quartieri più difficile della città etnea dove dispersione scolastica e criminalità giovanile la fanno da padrone nella vita di tutti i giorni. Ed è in questo contesto che nasce una realtà, “La città dei ragazzi“, un hub comunitario del terzo settore. E’ uno storico polo educativo e di aggregazione sociale, nato nell’immediato dopoguerra da una idea di padre Santo D’Arrigo e che oggi è stato rigenerato come un presidio fisso di inclusione sociale con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa. Danno aiuto a tutte le classi sociali: si occupano di caf, patronato, lavoro, credito, sanità, persone straniere, accoglienza e supporto socio psico-pedagogico, mensa alimentare, educazione e formazione. In pratica abbracciano tutte le problematiche sociali e cercano di dare una mano a chi ne ha bisogno, cercando di contrastare la sempre più crescente criminalità giovanile.
Ed è in questo contesto che nascono delle idee in collaborazione con altre realtà del territorio:
- la creazione del “Muro del Piatto“, dove in tantissimi hanno partecipato disegnando e colorando i piatti come simbolo di unione di tutti e che verranno incollati al muro dell’edificio curato da Bob Liuzzo di wecatania.it;
- il murales dedicato ai quattro ragazzini, i “quattro picciriddi“, uccisi il 7 luglio 1976. Questo episodio ha sempre segnato il popolo catanese. Quattro giovani tra i 13 e i 15 anni, Giovanni La Greca, Riccardo Cristaldi, Lorenzo Pace e Benedetto Zuccaro, sono stati rapiti, strangolati e gettati in un pozzo solo perché uno di loro si è azzardato di scippare, proprio a San Cristoforo, la mamma del boss catanese Nitto Santapaola. Una storia che ancora oggi i catanesi portano il peso, un orrore difficile da accettare anche per chi non c’entra nulla, una macchia che resterà per sempre nella storia di Catania. Ed è proprio nel quartiere San Cristoforo che sta nascendo il murale dedicato a loro dal titolo “Siamo Solo Piciriddi” in collaborazione con wecatania.it dove quattro diversi artisti stanno realizzando i quattro volti.
Il tutto verrà inaugurato il prossimo 7 luglio, in occasione del 50esimo anniversario proprio della strage dei picciriddi e ad un anno della firma del “Patto Educativo di Comunità di San Cristoforo“. Si inizia alle ore 9:00 con degli interventi programmati del sindaco di Catania Enrico Trantino, del portavoce del patto Marco Barbarossa. Interverranno le autorità civili, religiose e militari e dei soggetti sottoscrittori del patto. Le conclusioni saranno affidate al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno.
A seguire ci saranno delle attività per i bambini, per le famiglie e per la comunità con dei laboratori creativi. Nel pomeriggio una partita di calcio e in serata attività di spettacolo e teatro con alcune esibizioni.
“Partecipare è importantissimo. Non bisogna solo fare arte ma bisogna coinvolgere l’arte. Qui alla città dei ragazzi due grandi opere: il murale siamo solo picciriddi insieme alla Fondazione Federico II che racconta una tragica storia che però tutti dovrebbero conoscere ma ancora più importante attorniato da quello che abbiamo chiamato il muro del piatto, centinaia di piatti dipinti in mesi e mesi da artisti, ma anche bambini, gente comune, catanesi di nascita o di cuore che rientra nel progetto weCatania che fa diventare un muro un motivo per fermarsi e lo riempie di piatti. Il piatto è una domanda: cosa metti sul piatto. E’ una metafora del futuro. Tutti li usiamo ma se mettiamo qualcosa di brutto metteremo dentro di noi qualcosa di brutto . Quindi è il miglior concetto di cura. E questo muro gigantesco, enorme, sono tante storie messe lì con i colori della città di Catania rosa, azzurro, bianco e nero, per dargli una coerenza perché bisogna far sentire che la partecipazione è importante per risolvere i problemi”
afferma Bob Liuzzo di wecatania.it e curatore del muro del piatto.
“Questa è un’opera realizzata da noi di weCatania in collaborazione con altri tre artisti. Stiamo realizzando la facciata del palazzo, la sede della città dei ragazzi qua a San Cristoforo. Il murales è dedicato alla storia dei quattro picciriddi uccisi dal clan Santapaola perché, si sa, negli anni ’70 fecero lo scippo alla mamma di Santapaola e sono stati buttati dentro un pozzo. Infatti qui (nel murales, ndr.) abbiamo il pozzo, le quattro sagome dei quattro ragazzini. Il murales si intitola ‘Siamo Solo Picciriddi’. La mia parte in quest’opera è il murales colorato di azzurro. Ogni sagoma del ragazzino ha il colore del nostro simbolo indipendente di weCatania quindi il rosso, bianco, nero e azzurro. Il mio disegno vuole rappresentare la vita interrotta di questi ragazzini con i boccioli di un albero che ancora deve fiorire, una vita interrotta troppo presto”
afferma Luka Skore, artista di wecatania.it e che si sta occupando della realizzazione di una parte del murales.
“Oggi siamo qui tutti insieme per la festa delle periferie(24 giugno, ndr.). Anche noi della città dei ragazzi abbiamo deciso di aderire e fare qualcosa perché chi più di noi può testimoniare quello che si fa in queste zone. Stiamo riuscendo a creare bellezza e a fare qualcosa di pazzesco tutti insieme per i bambini, per il loro futuro e per tutti noi che viviamo questa zona e tutta la città in generale. Verso il 7 luglio perché inaugureremo il muro del piatto e anche il mur ales dei quattro picciriddi insieme a weCatania, città dei ragazzi, spazio 47 e tutte le realtà che che insieme costruiscono unione, inclusione, arte e tutto quello che c’è di buono da fare in questa città”
afferma Federica Grasso di fucina sikula e la città dei ragazzi.









