La vicenda degli immigrati provenienti dal Marocco e approdati a Ceuta ha dato luogo alle solite e stucchevoli strumentalizzazioni da parte di esponenti politici privi di valori etici e di cultura giuridica.
Solo slogan e propaganda per il popolo ignorante che si muove come un gregge al pascolo.
Tralascio ogni scontato riferimento al Vangelo, che propone un messaggio universale di Amore, Solidarietà e Accoglienza.
I numerosi governanti che si proclamano cristiani farebbero bene a rileggerlo.
Mi soffermo solo sulla normativa esistente.
1) Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata il 10 dicembre 1948 dalle Nazioni Unite.
Cito alcuni stralci
- “Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato”.
- “Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”.
- “Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni”.
2) Costituzione Italiana vigente.
Art.10: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana, ha DIRITTO D’ASILO nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici “.
Tale articolo riconosce l’immediata e automatica operatività nel nostro ordinamento delle consuetudini internazionali nonché delle norme di diritto internazionale.
Questo determina una limitazione della sovranità dello Stato.
Tra le disposizioni internazionali che operano senza alcuna riserva vi è l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra che afferma il principio del NON RESPINGIMENTO.
Esso consiste nello stabilire che a un rifugiato non può essere impedito l’ingresso nel territorio né può essere deportato, espulso o trasferito verso i territori in cui la sua vita, la sua incolumità o la sua libertà sarebbero minacciate.
Esempio concreto: la rigida teoria dei “porti chiusi” con eventuale e indiscriminato respingimento verso la Libia, da dove spesso molti sono partiti e dove hanno subìto violenze, è in evidente contrasto con la Convenzione di Ginevra e con la Costituzione Italiana.
Queste, in breve, alcune considerazioni sul piano giuridico.
Non mi dilungo nella spiegazione perché, come si dice in latino, “intelligenti pauca”.
Spiegherò, eventualmente, a chi non lo è.
Mi chiedo se i nostri governanti conoscono le norme alle quali ho fatto riferimento oppure no.
Se le conoscono e le disattendono sono pessimi governanti.
Se invece non le conoscono sono ignoranti.
In entrambi i casi è necessario che vadano a casa.
PER SEMPRE!

