Sono ripresi il 1° luglio 2026, presso la XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, i lavori sugli emendamenti ai disegni di legge dedicati al riconoscimento giuridico, previdenziale ed economico dei caregiver familiari.
Una discussione attesa da anni da migliaia di famiglie italiane e molisane, troppo spesso costrette a sostenere in silenzio il peso quotidiano dell’assistenza a figli, genitori, coniugi o parenti non autosufficienti. Una vita fatta di cura, rinunce, notti interrotte, lavoro lasciato o mai potuto iniziare, diritti sospesi e futuro previdenziale inesistente.
Dal Molise arriva una presa di posizione netta del Coordinamento Nazionale CFU – Caregiver Familiari Uniti, affidata alla voce di Monica Di Filippo, referente regionale del Coordinamento e presidente dell’Associazione Genitori Arcobaleno ODV di Venafro.
«Ho tre figli e non posso lavorare perché mio figlio ha bisogno di supervisione 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Mio marito lavora, ma con un solo stipendio dobbiamo mantenere cinque persone e pagare una rata di mutuo di 600 euro al mese. Come la mia, in provincia di Isernia e in tutto il Molise, ci sono centinaia di famiglie», denuncia Di Filippo.
Il caregiver familiare oggi svolge un lavoro essenziale, continuo, spesso totalizzante, ma resta invisibile per lo Stato. Non ha stipendio, non ha malattia, non ha ferie, non ha contributi pieni, non ha una vera tutela pensionistica.
In Italia i caregiver familiari sono oltre 7 milioni. Una parte rilevante presta assistenza per molte ore alla settimana, spesso in condizioni di forte isolamento sociale e lavorativo. In Molise il problema assume un peso ancora più grave, perché si innesta su un territorio anziano, fragile, spopolato, con servizi domiciliari insufficienti e aree interne dove raggiungere una terapia può diventare un viaggio.
Il Molise ha un indice di vecchiaia pari a 261,9 anziani ogni 100 giovani, ben oltre la media nazionale. Questo significa una cosa molto semplice: nei prossimi anni il carico di cura aumenterà ancora. E se non sarà sostenuto da una legge vera, ricadrà ancora una volta sulle famiglie. Soprattutto sulle donne.
«Come presidente di Genitori Arcobaleno ODV seguo ogni giorno le difficoltà delle famiglie con disabilità del Venafrano e dell’Alto Molise: liste d’attesa per le terapie, trasporto negato, inclusione scolastica che salta, progetti di vita che non partono. Come referente CFU porto la voce di chi cura H24», afferma Monica Di Filippo.
La richiesta del Coordinamento CFU è chiara: il Parlamento non deve limitarsi ad approvare una norma simbolica. Non basta riconoscere formalmente il caregiver familiare se poi non vengono garantite tutele concrete. Il rischio denunciato dalle associazioni è quello di una legge manifesto, buona per i comunicati stampa ma insufficiente nella vita reale.
Tra i punti ritenuti indispensabili ci sono il riconoscimento del lavoro di cura come lavoro vero, i contributi figurativi pieni, una tutela previdenziale adeguata, il diritto alla malattia, misure economiche dignitose e strumenti reali di sostegno alle famiglie che assistono persone con disabilità grave o non autosufficienza.
«Il messaggio è uno solo: senza riconoscimento vero del caregiver familiare, tutto il sistema di assistenza a lungo termine crolla. Perché siamo noi famiglie a tappare i buchi dello Stato, gratuitamente», sottolinea Di Filippo.
Il tema non riguarda solo la disabilità. Riguarda il lavoro sommerso, il welfare, la sanità territoriale, lo spopolamento, la povertà femminile, la tenuta sociale dei piccoli comuni. Riguarda Venafro, Pozzilli, Sesto Campano, Agnone e tutti quei paesi delle aree interne dove, senza un’automobile e senza una rete familiare forte, anche portare un figlio a fare riabilitazione può diventare un’impresa.
Il caregiver familiare è il pilastro silenzioso su cui regge una parte enorme dell’assistenza italiana.
Da qui l’appello rivolto da Monica Di Filippo anche al mondo dell’informazione molisana.
«Chiedo ai giornali, alle tv e alle radio del Molise di rompere il silenzio. Chiedo di informare i cittadini su cosa sta accadendo in Parlamento. Chiedo di intervistare i parlamentari molisani eletti alla Camera e al Senato: cosa stanno facendo in Commissione Affari sociali per garantire diritti veri ai caregiver? Chiedo di raccontare cosa significa essere caregiver oggi nei nostri territori».
Per il Coordinamento CFU non serve una norma di facciata. Serve una legge capace di riconoscere davvero il lavoro di cura, restituendo dignità, protezione sociale e futuro a chi oggi tiene in piedi famiglie, anziani, persone con disabilità e interi territori.
«Non ci serve un inizio. Ci serve una legge vera», ribadisce Monica Di Filippo.




