Domani, 6 luglio 2026, la Commissione Regionale Antimafia del Parlamento Siciliano verrà a Catania per valutare la grave situazione dell’ordine pubblico in città e nella provincia.
Negli ultimi tempi sono aumentati gli scontri armati tra bande mafiose rivali e vengono scoperti numerosi arsenali di armi e munizioni.
Il traffico di droga dilaga, l’usura e l’estorsione colpiscono a tappeto imprenditori, commercianti e artigiani, ma sempre meno sono quelli che denunciano: quasi una omertosa complicità.
La povertà educativa nei quartieri periferici è un fenomeno antico e inquietante, al quale nessun rimedio serio è stato approntato dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo.
Solo vuote dichiarazioni e propaganda.
Ma esiste un altro aspetto del fenomeno mafioso che mai viene seriamente affrontato e che sintetizzo in alcune domande.
- Dove finiscono i soldi che provengono dalle numerose attività illecite della criminalità organizzata?
- Quali sono i settori economici formalmente leciti nei quali questi soldi vengono investiti?
- Si è mai indagato, per fare alcuni esempi, sulla grande distribuzione, sulla ristorazione, sulle ditte di autotrasporti e sulla logistica in generale, su alcuni negozi del lusso?
- Qual’e’ il sistema di potere amministrativo, politico-economico e delle professioni che opera in sinergia per utilizzare le pubbliche risorse a vantaggio esclusivo di pochi?
- Vi sono politici e pubblici amministratori collusi con le cosche mafiose e con le quali hanno attivato un rapporto di scambio?
Egregi Commissari Antimafia spero siate d’accordo nel ritenere che per scoprire la mafia, quella vera, è necessario impegnarsi a dare una risposta anche alle cinque domande che ho posto.
Altrimenti la visita a Catania di domani 6 luglio 2026 resterà solo come ricordo di una gita!




