Al di là delle chiacchiere, dei ricorsi e delle finte posizioni politiche, prosegue la progressiva destrutturazione della sanità pubblica molisana per privatizzare il sistema.
Bisognerebbe porre un limite non superiore al 15% del fondo sanitario per tutti i privati convenzionati senza possibilità di vasi comunicanti con il fondo che deve andare al pubblico.
Bisognerebbe controllare l’appropiatezza delle prestazioni private erogate e questo non lo si fà. bisognerebbe evitare che la regione anticipi a 60 giorni il pagamento delle prestazioni extraregionali ai privati.
Sosto, ex direttore generale, affermava che questa è una delle principali cause del permanere del debito.
Bisognrebbe spiegare come sia possibile che dopo 17 anni di commissariamento con chiusura di servizi ed ospedali ed aumento dei convenzionati, il debito ed il commissariamento continua ad essere presente.
Quale è la vera ragione del debito? Perchè dopo 17 anni è sempre presente e dobbiamo pagare più tasse ed avere meno servizi?
Ci vorrebbe una vera visione politica alternativa per riorganizzare il sistema partendo dall’analisi reale dei bisogni della popolazione e non dai bisogni delle clientele ed in particolare dei privati.
Non esistono forze politiche che abbiano una reale visione di futuro ma solo formazioni che fanno ammuina per far vedere che esistono.
Il ricorso per via legale per affrontare un problema che è politico, penso che sia un modo per dire alla gente che si fa qualcosa anche se serve a poco.
Fino a che non ci saranno visioni politiche alternative nella riorganizzazione del sistema, sarà solo l’esigenza clientelare, ed in particolare delle forze finanziare, a regolare il funzionamento della sanità molisana.




