Centotrentacinque milioni di euro per poco più di cinque chilometri, due gallerie, otto viadotti e un risparmio di appena tre minuti sul percorso attuale. Sono i numeri attorno ai quali ruota la battaglia del Comitato No Lotto Zero, impegnato da undici anni contro la realizzazione della nuova arteria stradale alle porte di Isernia.
Nell’intervista video rilasciata a WordNews.it, il portavoce Celeste Caranci ricostruisce le principali criticità dell’opera: dai monitoraggi ambientali che, secondo il Comitato, non sarebbero stati effettuati prima e durante i lavori, fino ai possibili effetti sulle scuole vicine, sulle sorgenti del fiume Sordo, sull’acquedotto romano e sulla Riserva naturale di Pesche.
Una denuncia che acquista ulteriore peso dopo il recente accesso ispettivo antimafia nel cantiere, durante il quale sono state controllate 21 imprese e 182 persone e riscontrate 25 violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Caranci, pur evitando collegamenti non ancora dimostrati, chiede alle istituzioni di intervenire: «I lavori devono essere bloccati».
Lotto Zero, la denuncia sui monitoraggi ambientali
Il punto di partenza dell’intervista è il documento dell’ARPA Molise illustrato dal Comitato durante la conferenza stampa tenuta all’ex Lavatoio di Isernia. Secondo Caranci, dal documento emergerebbe la mancata esecuzione dei controlli ambientali previsti nell’area interessata dal cantiere.
«I controlli che dovevano essere effettuati per il monitoraggio dell’area prospiciente il cantiere non ci sono stati. Non sono stati fatti né prima dell’inizio dei lavori, per accertare quale fosse la situazione precedente, né durante i lavori».
Una mancanza che, nella lettura del Comitato, investirebbe direttamente la Valutazione di impatto ambientale sulla quale poggia l’intero procedimento autorizzativo.
«Essendo mancanti questi documenti, noi deduciamo che quella valutazione sia insufficiente e, quindi, non valida ai fini della valutazione dell’opera stessa».
«Vicino al cantiere ci sono due scuole»
La preoccupazione principale riguarda la presenza di due istituti scolastici nelle vicinanze del tracciato, frequentati anche da bambini molto piccoli.
«Vicino ai lavori del cantiere ci sono due scuole del Comune di Isernia, collocate nel territorio di Miranda. Parliamo di una scuola elementare e di un asilo. Da settembre dello scorso anno quei bambini stanno respirando quell’aria e noi non sappiamo se siano presenti sostanze inquinanti».
Caranci precisa la posizione del Comitato:
«Non stiamo affermando che ci siano sostanze inquinanti. Chiediamo che vengano effettuate le verifiche. Per questo rivolgiamo un appello alla Prefettura e ai sindaci di Isernia e Miranda».
L’accesso ispettivo antimafia nel cantiere
Nel corso dell’intervista viene affrontato anche il recente controllo coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha coinvolto circa cento appartenenti alle forze dell’ordine. Il bilancio dell’operazione parla di 21 aziende e 182 persone controllate, con 25 violazioni riscontrate in materia di sicurezza sul lavoro.
«Già questo può indicare il tipo di metodo che si sta usando per la realizzazione di quest’opera, che noi denunciamo da tempo».
Caranci mantiene una posizione prudente sulla possibilità che l’accesso ispettivo sia collegato agli esposti presentati negli anni dal Comitato:
«Ad oggi non abbiamo indicazioni che ci consentano di stabilire un collegamento. Attendiamo eventuali comunicazioni. La magistratura dovrà fare il proprio corso».
Un’opera da 135 milioni per risparmiare tre minuti
Il Lotto Zero prevede un investimento che, allo stato attuale, ammonta a circa 135 milioni di euro per un tracciato lungo cinque chilometri e 450 metri, oltre agli svincoli. Secondo Caranci, il beneficio sulla percorrenza sarebbe minimo rispetto al costo economico e ambientale dell’intervento.
«Noi avevamo calcolato un risparmio di tre minuti e trenta secondi rispetto al percorso attuale. L’ANAS lo valuta ancora più basso: tre minuti e quindici secondi. Nelle stesse schede tecniche si parla di un ipotetico traffico esiguo».
Il portavoce contesta anche la classificazione del progetto come opera strategica nazionale:
«Non sappiamo in base a quali criteri sia stata definita strategica a livello nazionale. Anche questo è un aspetto molto poco chiaro».
«Profitto per pochi, danni per tutti»
Alla domanda sulle ragioni che, secondo il Comitato, avrebbero sostenuto il progetto per così tanti anni, la risposta di Caranci è netta:
«C’è un solo termine che può definirle: profitto. Profitto a vantaggio di pochi e a svantaggio di tutti».
Il Comitato respinge l’etichetta di “partito del no” e ricorda di aver avanzato proposte alternative per affrontare le reali criticità della viabilità molisana. Tra queste, il rafforzamento dell’asse tra Colli a Volturno e Rionero Sannitico, il miglioramento del collegamento fino a Roccaravindola e la realizzazione di una bretella a Venafro, per evitare che il traffico proveniente da Roma continui a riversarsi nel centro cittadino.
«Non siamo contrari alla costruzione di nuove infrastrutture. Chiediamo opere diverse, capaci di rispondere alle esigenze reali del territorio».
Per Caranci, il Lotto Zero rischia invece di raggiungere un costo effettivo superiore ai 40 milioni di euro per chilometro.
Le conseguenze sull’ambiente e sulle sorgenti del fiume Sordo
Un’altra parte centrale della denuncia riguarda l’impatto ambientale. L’area interessata dal cantiere era prevalentemente boschiva ed è stata sottoposta a un esteso disboscamento. Secondo il Comitato, il tracciato inciderebbe anche sulle sorgenti del fiume Sordo, che alimentano lo storico acquedotto romano di Isernia.
«È una zona delicata dal punto di vista ambientale. Il progetto incide sull’acquifero nel quale si trovano le sorgenti del fiume Sordo e ci sono criticità anche rispetto alle distanze previste dalla legge».
Il cantiere si trova inoltre a poche centinaia di metri dalla Riserva naturale orientata di Pesche, un sito di interesse comunitario. Nella stessa zona l’Università degli Studi del Molise aveva elaborato un progetto per la creazione di un parco delle acque.
«È un’area delicata e ricca di possibilità. Non esiste alcuna ragione per realizzare quest’opera, se non soddisfare gli appetiti del partito del cemento e dell’asfalto, di chi considera i territori oggetto di predazione e non di vero sviluppo».
Il ricorso alla Commissione europea
La battaglia del Comitato prosegue anche sul piano amministrativo e giudiziario. Negli anni sono stati presentati esposti alla Corte dei conti, alla Procura della Repubblica e all’Autorità nazionale anticorruzione. Il Comitato ha scritto anche al presidente della Repubblica, senza ottenere risposte. L’ultima iniziativa riguarda un ricorso trasmesso alla Commissione europea.
«Stiamo aspettando il certificato di ricevibilità del ricorso. Abbiamo sempre sostenuto che quest’opera, sia nelle finalità sia nelle modalità, danneggia il territorio: toglie invece di dare. Per questo continueremo a batterci fino alla fine».
La richiesta: «Bloccare immediatamente i lavori»
La conclusione dell’intervista non lascia spazio ad ambiguità. Il Comitato No Lotto Zero chiede la sospensione del cantiere e un intervento immediato delle autorità competenti.
«Chiediamo di bloccare i lavori. Non si può continuare a operare in una situazione nella quale emergono tutte queste criticità».
L’appello è rivolto in particolare alla magistratura e alla Prefettura di Isernia:
«Gli elementi emersi sono sufficienti per consentire alla magistratura e alla Prefettura di intervenire. La Prefettura rappresenta il Governo sul territorio e deve verificare che le leggi dello Stato vengano rispettate».





