Al Teatro San Marco di Vicenza venerdì 18 settembre alle 18 andrà in scena un nuovo spettacolo dedicato alla legalità, intitolato “È ancora primavera”, di Carlo Albè e con la regia di Riccardo Vannelli, promosso da Spi Cgil Nazionale e Spi Cgil Vicenza.
Si parlerà di contrasto alla mafia, di vittime che forse sono state dimenticate troppo in fretta, di donne e uomini che hanno lottato fino all’ultimo momento della loro vita per combattere uno dei più grandi mali della nostra società: la mafia.
Le vittime delle mafie vanno ricordate non solo nel giorno della memoria (il 21 marzo) istituito con la legge n. 20 dell’8 marzo 2017. Il sacrificio delle 1.117 vittime delle mafie non può ridursi alla mera commemorazione ma richiede che si alimenti una cultura antimafia continuando la loro battaglia per la libertà e la democrazia. La memoria è uno strumento fondamentale nella lotta alle mafie. Ricordare le vittime significa non permettere che il loro sacrificio venga dimenticato e continuare il percorso di giustizia che esse hanno rappresentato. Attraverso la memoria si costruisce anche una cultura della legalità, che è uno dei mezzi più efficaci per contrastare la diffusione della criminalità organizzata. Le mafie, infatti, prosperano dove ci sono paura, silenzio e indifferenza; al contrario, la partecipazione civile e la consapevolezza collettiva rappresentano una barriera importante contro il loro potere.
E’ ancora primavera: uno spettacolo dedicato alla legalità,
All’interno di uno scompartimento di treno, si alterneranno coppie, terzetti e anche viaggiatori solitari, ognuno di loro col proprio carattere, ognuno di loro con la propria visione della vita. Il viaggio proseguirà tra battute, riflessioni e confessioni, in mezzo a chilometri, scambi di rotaie e un’attesa per ciò che sarà, per il teatro che da sempre fa sfondo a ciò che troppo spesso ci siamo dimenticati di difendere: la vita.
Carlo Albè – Scrittore & Contastorie
Carlo Albè scrive per necessità fin dall’adolescenza. Nel 2011 l’esordio con L’importante è non restare, che dà il via a una serie di reading. Nel 2013 esce Stabile Precariato. Il romanzo si trasforma in un piccolo cult letterario. È del 2014 Oh Belli Ciao!, una biografia romanzata sui Modena City Ramblers, scritta a quattro mani con Cisco Bellotti. Il libro viene ristampato in tre edizioni. Nel 2015 è la volta di Ruggine, una novella dedicata ai 70 anni di Resistenza Partigiana. Due anni dopo ecco È tutto Loro quello che luccica, una sorta di seguito del fortunato Stabile Precariato, con un tour di otto mesi. Arriva il momento di Adda Venì Baffone, uno spettacolo di teatro canzone con Cisco Bellotti che tra l’autunno del 2018 e la primavera del 2019 colleziona diversi sold out. Nella tarda primavera del 2019, L’ultima Apra la Porta, dedicata alle politiche di genere è un successo di pubblico e critica, con oltre quaranta repliche. Nel settembre 2020 viene pubblicato Gelem, Gelem. (Io, Alievski), la storia dell’attivista rom, Musli Alievski e della sua Ong, Stay Human.
Nel febbraio del 2021 inizia la collaborazione con l’Associazione Enzo Biagi, culminata col progetto teatrale Quante trame di vita, messo in campo con i GANG, storico gruppo folk. Sempre nel 2021, la collaborazione con la Fondazione Di Vittorio che dà il via un altro spettacolo di teatro civile, dal titolo Nato Senza Camicia. Nel luglio del 2022, La strada di Casa, un romanzo dedicato alle vicende di Fiamma Bianchi, ragazzina affetta da una malattia rara, la Fop. Nel gennaio del 2023 arriva il primo documentario. 9/1/50, incentrato sull’Eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, in collaborazione coi Modena City Ramblers.
Nel settembre del 2023 esce Tutto è bene quel che finisce, incentrato sul tema del Fine Vita. Nel novembre del 2023 il suo secondo documentario, in collaborazione con Cgil Veneto, incentrato sul racconto della condizione lavorativa e sociale delle donne. Da marzo 2024 va in scena Amore Non Ne Avremo, il nuovo spettacolo dedicato al contrasto alla Mafia e alla storia di Peppino Impastato. Carlo Albè, che ama definirsi “Contastorie”, ha venduto da scrittore indipendente più di 13.000 copie. Sono oltre 300 le repliche proposte in ogni parte d’Italia.
Riccardo Vannelli – Regista, direttore artistico e didattico Dritto e Rovescio APS
Regista, direttore artistico e formatore teatrale, nato a Montevarchi nel 1979, si avvicina al teatro fin da giovane attraverso laboratori scolastici, proseguendo poi la propria formazione presso la Libera Accademia del Teatro di Arezzo, dove si diploma nel 2002. Nel 2004 fonda, insieme ad alcuni colleghi, l’associazione culturale Dritto e Rovescio, realtà con cui sviluppa nel tempo un’intensa attività nell’ambito della produzione teatrale, della formazione e della promozione culturale sul territorio.
Dopo un iniziale percorso come attore, orienta il proprio lavoro verso la regia, la direzione artistica e la didattica teatrale. Da anni cura laboratori per adulti e ragazzi, affiancando a questa attività una collaborazione continuativa con le scuole, nell’ambito di progetti educativi e formativi, tra cui il P.E.Z., di cui è referente, coordinatore ed esperto.
Nel corso della sua carriera ha firmato la regia di numerosi spettacoli, spaziando dal teatro civile alla drammaturgia contemporanea, fino alla rilettura dei classici, con una particolare attenzione ai temi sociali e al rapporto tra teatro e comunità. Tra le sue regie figurano produzioni originali, tra le quali AMORE NON NE AVREMO – una notte con Peppino Impastato, testo di Carlo Albè, uno spettacolo che parla di una notte sospesa tra paura e coscienza, tra il buio dello Stato, con il sequestro Moro, e la luce ostinata di Peppino Impastato e adattamenti, tra cui EMME – Macbeth, una rilettura contemporanea dell’opera shakespeariana realizzata con l’uso di mezzi multimediali, che integra linguaggi scenici tradizionali e tecnologie visive.
Parallelamente è impegnato nella direzione artistica di teatri, festival ed eventi culturali, collaborando con enti pubblici e associazioni del territorio e contribuendo alla progettazione e realizzazione di iniziative culturali. Affianca inoltre all’attività teatrale la produzione audiovisiva, con la realizzazione di documentari, cortometraggi e progetti legati alla valorizzazione della memoria e del contesto locale.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.



