Nel 2027 si voterà per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Molti aspiranti candidati cercano la collocazione più favorevole per essere eletti.
È in corso un mercato poco edificante, rispetto al quale il suk arabo è certamente più dignitoso.
Ma qual è la condizione della nostra Regione?
Si sono sempre più affermati centri di comando parassitari e mafiosi, ostacolando l’avvio di un profondo rinnovamento politico e istituzionale.
Sono al collasso l’economia, le strutture produttive e l’occupazione, inarrestabile è il degrado ambientale, vergognosa è la condizione della sanità pubblica e dello stato sociale nel suo complesso.
Tutto ciò opprime il presente e condiziona il futuro dei siciliani.
Cosa Nostra mantiene una funzione centrale, anche se appare poco visibile.
Essa si è inserita nel circuito criminale internazionale, penetrando nella finanza, negli esercizi commerciali, nella grande distribuzione, nei centri residenziali e turistici, nel settore dei rifiuti, nella logistica.
Occorre un’azione di contrasto che sappia cogliere questa nuova dimensione del fenomeno, e ciò non è possibile senza una radicale bonifica della politica, delle istituzioni nel loro complesso e della pubblica amministrazione.
L’ autonomia speciale siciliana poteva essere una grande risorsa, ma è stata dilapidata e immiserita da una classe politica sempre più rapace, inetta, delegittimata, arrogante, arroccata a difesa dei propri privilegi e del proprio potere.
C’è pertanto una grave emergenza che può essere superata solo da un profondo rinnovamento di persone, di progetti e di programmi.
L’ auspicio è che le forze politiche che si proclamano alternative sappiano superare ogni narcisismo autoreferenziale, e offrire assieme una reale prospettiva di cambiamento.
I siciliani onesti ne hanno il diritto.



