Vittorino Andreoli è uno dei maggiori psichiatri italiani.
Sostiene la tesi, da me condivisa, che l’Italia sia «Un Paese sospeso fra normalità e follia».
Un popolo «malato perché i giovani sono stati derubati del futuro e privati degli strumenti per orientarsi».
Considera ciò «una malattia sociale, perché un popolo che non considera i propri figli è un popolo malato»!
Un popolo, continua Andreoli, dove abbondano «esibizionisti, individualisti, masochisti, fatalisti».
Mi permetto solo di concludere questa sintetica e spietata analisi con una considerazione.
In alcune persone, forse troppe, vi sono due caratteristiche ricorrenti: l’ostentazione e il narcisismo, talora contestualmente presenti.
Chi ostenta è incline a mettere in mostra in modo esagerato, vistoso e compiaciuto, i propri beni materiali, le proprie vere o presunte doti, persino i sentimenti.
L’obiettivo è unicamente quello di farsi notare per suscitare ammirazione o invidia.
Chi ostenta è un megalomane, un vanaglorioso, ha il complesso della «prima donna».
Il narcisista è chi nutre un amore eccessivo per sé stesso, ha bisogno costante di attenzione, mentre non ne ha alcuna verso gli altri e non rispetta i sentimenti altrui.
Quando incontriamo persone così occorre molta attenzione poiché è difficile instaurare rapporti sani e paritari.
Nelle relazioni private si genera sofferenza, nella vita pubblica nulla di positivo per la collettività.
Il mondo politico è particolarmente affollato di tali persone, e questo spiega la condizione del nostro Paese.
Parafrasando lo scrittore Gesualdo Bufalino mi viene spontaneo affermare che abbiamo bisogno di «UN ESERCITO DI PSICHIATRI»!



