Pronto soccorso senza personale, carenza di posti letto, servizi territoriali inefficaci e un commissariamento che dura da 17 anni: dietro la crisi della sanità pubblica ci sono precise responsabilità politiche.
Leggo di due casi di malasanità in Molise: un paziente morto appena dimesso dal pronto soccorso e il maltrattamento di un parente di un paziente da parte di un medico.
Sicuramente ci saranno delle indagini per verificare eventuali colpe e queste le faranno gli inquirenti.
Mi preme, invece, fare alcune considerazioni generali sulla gestione della sanità.
Se i pronto soccorso non hanno personale e sono costretti a raccattarlo con attività aggiuntive svolte da pensionati (tra cui il sottoscritto), medici stranieri, medici presi a cottimo per coprire i turni; se mancano posti letto per ricoverare i pazienti, in quanto ceduti alle strutture private convenzionate, che non li utilizzano per i bisogni della popolazione locale ma per attrarre pazienti da fuori regione e fare profitto; se manca una medicina territoriale efficace, capace di fare da filtro ed evitare che giunga una quantità mostruosa di pazienti nei pronto soccorso, di chi è la colpa?
Sicuramente di chi controlla i fondi e i mezzi di produzione. La politica controlla i fondi e i mezzi di produzione e, quindi, è responsabile di questo sfascio sistemico della sanità pubblica.
Si è commissariati da 17 anni, ma non si sa da dove provenga il debito e chi se ne avvantaggi. Per cercare di ridurlo si sono chiusi ospedali e servizi, mentre sono stati aumentati gli accreditamenti con le strutture private. E il debito è sempre lì.
Ho denunciato più volte, in passato, che le scelte della politica avrebbero creato notevoli disagi alla popolazione e agli operatori sanitari, ma la politica si è mossa essenzialmente per privatizzare il sistema.
L’assurdo è che i cittadini avvertono sulla propria pelle queste disfunzioni, come pure gli operatori sanitari, ma nessuno chiede il conto alla politica.
Quale prospettiva di futuro ci può essere per queste strutture così precarie e difficilmente gestibili? Praticamente nessuna. Si aspetta soltanto che il servizio si chiuda lentamente per consunzione.
Prendetevela pure con gli operatori, se questi sbagliano, ma guardate in quali condizioni la politica li mette per operare.
La politica ha determinato questo sfascio, ma nessuno lo vuole vedere o vuole cambiare.



