Il 9 luglio scorso in una esplosione nello stabilimento in contrada Termine a Casalbordino ex Esplodenti Sabino, oggi acquisito dalla Arca Defense Italy, ha perso la vita Carlo Piscopo, settimo operaio morto in tre esplosioni dal 2020 al mese scorso.
Le attività all’interno dello stabilimento sono attualmente ferme in attesa della riconversione dalla vecchia produzione alla nuova. È in corso l’iter per le valutazioni ambientali e le autorizzazioni alla nuova società. Avvengono, quindi, solo alcune operazioni di bonifica e pulizia in ottemperanza a prescrizioni della Prefettura.
Lo stabilimento della Esplodenti Sabino a Casalbordino è classificato, in base alle direttive Seveso, nell’inventario nazionale degli «stabilimenti a rischio incidente rilevante». Essendo superiore alla soglia prevista dalla legge è previsto anche un Piano di Emergenza Esterno. La cui redazione, aggiornamento e applicazione è compito della Prefettura coordinarli.
Tre anni fa, dopo la tragica esplosione in cui persero la vita tre operai, inoltrammo accesso civico alla Prefettura di Chieti per chiedere copia del Piano e gli estremi della sua redazione e approvazione.
Questa la risposta ricevuta, firmata personalmente dal Prefetto, in cui tra le varie si affermava che non ci sarebbe nessun obbligo di pubblicazione online – sul sito web delle prefetture è prevista una sezione dedicata alle direttive seveso e al rischio di incidente rilevante – e che è «ostensibile su istanza di parte, nei limiti e nelle forme previste dalla legge 241/90 (c.d. accesso agli atti documentale) e dal D.lgsa. n. 97/2016 (c.d. accesso civico generalizzato o F.O.I.A.)».
Il 15 luglio scorso abbiamo inviato una nuova richiesta di accesso civico con medesimo oggetto. La risposta ci è giunta lo scorso 11 agosto con l’invio del Piano di Emergenza Esterno. Che è il medesimo di due anni fa, datato 4 giugno 2008.
Un ferito grave ci fu nell’ottobre 2009, poco più di un anno dopo l’approvazione del Piano, gravissime ustioni ad un operaio di San Salvo. Secondo la ricostruzione dell’epoca durante l’inertizzazione di un razzo militare luminoso una miscela pirica, a contatto con l’aria, esplose provocando una violenta fiammata.
Carlo Piscopo, caporeparto nello stabilimento, classe 1967, originario della Campania e residente a Casalbordino da qualche decina d’anni è la vittima della terza esplosione in sei anni. Prima di lui sei colleghi sono morti in due esplosioni nel 2020 e nel 2023.
Nello stabilimento lavoravano, fino all’ultima sospensione delle attività nel settembre di tre anni fa, poco meno di 70 dipendenti. «Tasso di mortalità del 10%, uno su dieci, una decimazione», è netto il giudizio del Forum H2O. «Peggio di molti dei siti lavorativi più pericolosi del mondo, ivi comprese quelli posti in nazioni che spesso denigriamo. Ciò senza considerare i feriti. Il tutto, tra l’altro, tra insulti di alcuni rappresentanti degli stessi lavoratori nei confronti di chi come noi in questi anni ha depositato esposti su esposti e osservazioni nei procedimenti denunciando fatti che apparivano gravissimi» accusa il sodalizio autore di diversi esposti dopo la prima esplosione il 21 dicembre 2020.
Nel processo in Tribunale a Vasto, pubblico ministero Silvia Di Nunzio (a cui sono affidate anche le indagini sull’esplosione del 2023 e del 9 luglio), i vertici della Esplodenti Sabino sono stati tutti assolti con formula piena. Le accuse contestate dalla procura, riportò Gianluca Lettieri su Il Centro del 28 novembre 2022, si basarono anche su report recuperati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Ortona su «cinque episodi classificati dall’azienda come “quasi incidenti”, ovvero fatti che, pur avendone avuto il potenziale, non hanno prodotto danni – citiamo testualmente dall’articolo di Lettieri – I campanelli d’allarme ci sono stati l’11 gennaio 2012, il 18 settembre 2013, il 5 maggio e il 6 novembre 2015 e il 26 giugno 2017». Episodi di cui, però, «“non vi è traccia” nei verbali delle commissioni ispettive e nel Documento di valutazione dei rischi, ovvero il prospetto che racchiude le misure di prevenzione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro» scrisse sempre il cronista di Il Centro.



