La revoca delle strisce blu a Isernia chiude una vicenda durata anni, ma apre nuovi interrogativi sulla gestione del rapporto con la società concessionaria e sull’eventuale indennizzo che dovrebbe essere sostenuto dal Comune. A sollevare la questione è Feliciantonio Di Schiavi, dell’Associazione Tutela dalle Ingiustizie – A.T.I., attraverso una nota nella quale ricostruisce la vicenda e contesta duramente le decisioni adottate dall’Amministrazione comunale.
Secondo quanto riportato nel documento, l’A.T.I. di Isernia, l’Associazione Antimafia Caponnetto del Molise e il Partito Comunista dei Lavoratori – sezione Molise denunciano da anni presunte illegittimità nel sistema dei parcheggi a pagamento.
«Da anni sosteniamo che le soste a pagamento nella città di Isernia, oltre a essere dannose per la collettività perché costosissime e causa di intralci alla circolazione veicolare, erano e sono assolutamente illegittime», scrive Di Schiavi.
Uno dei punti centrali sollevati nella nota riguarda la determinazione della tariffa. Secondo l’autore, il Comune non avrebbe mai formalmente stabilito il costo della sosta:
«Il Comune non ha mai stabilito né fissato la tariffa di pagamento. Di conseguenza, i segnali che indicavano il pagamento di 80 centesimi all’ora erano e sono abusivi».
Le decisioni del Giudice di Pace e del Tribunale
Nella ricostruzione viene richiamata la posizione assunta dal Giudice di Pace, che avrebbe accolto i ricorsi presentati dagli automobilisti, disponendo la disapplicazione degli atti istitutivi delle soste a pagamento.
«Il Giudice di Pace, nel dare ragione ai ricorrenti, ha sempre sentenziato che gli atti istitutivi delle soste blu di Isernia sono illegittimi e, pertanto, devono essere disapplicati».
La nota cita anche la sentenza 190/2026 del Tribunale di Isernia, pronunciata in una controversia con la Prefettura:
«Il Tribunale di Isernia ha accertato che il Comune non ha mai fissato una tariffa per chi sosta negli stalli blu».
Di Schiavi richiama inoltre la delibera della Giunta comunale numero 59 del 1° marzo 2023, con la quale la stessa Amministrazione avrebbe evidenziato diverse criticità del sistema.
«La Giunta Castrataro ha messo per iscritto che gli stalli blu erano dannosi per la collettività, probabilmente istituiti per il mero profitto del privato e realizzati in violazione del Piano urbano del traffico».
«Per anni i cittadini sono stati costretti a pagare»
Nonostante le contestazioni, i pronunciamenti giudiziari e le criticità rilevate dall’Amministrazione, il sistema dei parcheggi a pagamento sarebbe rimasto in funzione.
«Gli stalli blu non venivano aboliti e i cittadini erano costretti a pagare il ticket. In caso contrario, la società privata che gestiva i parcheggi elevava i verbali, mentre la Prefettura dava sistematicamente torto ai ricorrenti, raddoppiando le sanzioni».
La svolta è arrivata il 20 agosto 2026, quando il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, ha convocato una conferenza stampa per annunciare che, dal giorno successivo, gli stalli sarebbero tornati alla libera e gratuita fruizione degli automobilisti. Insieme all’assessore Ovidio Bontempo, il primo cittadino ha comunicato la decisione del Comune di revocare la concessione alla società incaricata della gestione dei parcheggi.
La sentenza del TAR Molise e il nodo del contratto
Alla base della decisione ci sarebbe anche la sentenza 330/2026 del TAR Molise. Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, i giudici amministrativi avrebbero rilevato la mancata sottoscrizione di un contratto tra il Comune di Isernia e la società AJ Mobilità.
«La sentenza del TAR Molise avrebbe riconosciuto che tra il Comune di Isernia e AJ Mobilità, dal 2018 a oggi, non si è mai perfezionato alcun rapporto contrattuale, perché nessuna delle parti avrebbe sottoscritto il contratto».
Durante la conferenza stampa, sindaco e assessore avrebbero prospettato il riconoscimento di un indennizzo di circa 100mila euro alla società, a fronte di una richiesta che ammonterebbe a 400mila euro, per evitare un nuovo contenzioso. Su questo aspetto che si concentra la contestazione di Di Schiavi.
«Perché i cittadini dovrebbero pagare 100mila euro?»
«Siamo felicissimi che, seppure con enorme ritardo, l’Amministrazione Castrataro abbia abolito questo obbrobrio causato dalla precedente Amministrazione. Tuttavia, non possiamo non rilevare enormi illogicità, incongruenze, insensatezze e, soprattutto, opacità nelle decisioni assunte dalla Giunta».
Di Schiavi pone una serie di interrogativi: se gli atti istitutivi sono stati ritenuti illegittimi; se la tariffa non sarebbe mai stata formalmente determinata; se le soste sono state considerate dannose e in contrasto con il Piano urbano del traffico; se non risulterebbe sottoscritto alcun contratto, per quale ragione il Comune dovrebbe corrispondere del denaro alla società?
«Non comprendiamo perché il Comune, e quindi i cittadini, debba pagare questo indennizzo alla società. Se tutti questi elementi sono stati accertati, la richiesta appare priva di una logica comprensibile».
La richiesta: restituire ticket e multe
Di Schiavi chiede che vengano restituite le somme pagate dagli automobilisti dal 2019 a oggi, tanto per i ticket quanto per le sanzioni elevate in caso di mancato pagamento.
«Ci saremmo aspettati, e continuiamo a pretendere, la restituzione dei soldi incassati dalla società: sia quelli versati dai cittadini per sostare negli stalli blu, sia le somme derivanti dalle multe inflitte agli automobilisti che avevano utilizzato i parcheggi senza pagare il ticket. Chiediamo al Comune di Isernia di restituire ai cittadini che hanno pagato i ticket per le soste blu dal 2019 a oggi le somme versate e di rimborsare anche il denaro incassato attraverso multe che riteniamo illegittime.
Anche un solo euro versato alla società a titolo di indennizzo potrebbe configurare un danno erariale per il Comune».



