Alga tossica presente in un lungo tratto della costa vastese. È l’allarme scattato il 20 agosto dopo che il Comune di Vasto ha ricevuto l’ultimo report dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente sui campionamenti delle acque litoranee.
L’area interessata è la zona antistante contrada Torricella sulla Marina di Vasto, poco distante dalla spiaggia di San Nicola (tra le più frequentate in estate da turisti e cittadini) e ricomprende la scogliera e la spiaggia di Casarza, uno degli angoli più suggestivi e panoramici dell’intero litorale vastese.
L’alga tossica al centro dell’allerta sanitaria è la Ostreopsis ovata, un’alga microscopica unicellulare proveniente dai mari tropicali e rilevata in Italia per la prima volta nel 2005, ben ventuno anni fa, e varie volte negli ultimi dieci anni sulla costa vastese e dell’intera costa dei trabocchi. La presenza di Ostreopsis ovata è rilevata nelle acque dei litorali di natura rocciosa e prolifera con condizioni meteo-marine stabili come alta pressione atmosferica, presenza di scogliere (se di natura naturale o artificiali non cambia la situazione) che riducono il moto ondoso e temperature delle acque molto elevate.
Formazione sotto il livello delle acque di pellicole brunastre dall’aspetto membranoso e gelatinoso sugli scogli e sul fondo, fiocchi e/o filamenti di consistenza gelatinosa in sospensione dello stesso colore o schiume di colore bruno-rossiccio sulla superficie dell’acqua sono i segni evidenti ad occhio nudo della fioritura dell’alga.
Il campione delle acque al largo di contrada Torricella è stato prelevato dai tecnici dell’Arpa Abruzzo il 18 agosto, le analisi effettuate nella stessa giornata hanno rilevato la presenza di 46.400 cellule per litro dell’alga Ostreopsis ovata. Un valore di oltre 15.000 cellule per litro rispetto al valore massimo previsto dalla letteratura scientifica, e dalla conseguente normativa, perché non scatti la soglia del pericolo.
Superato il limite di 30.000 cellule per litro è prevista l’attivazione della fase di allerta del Piano di Sorveglianza Sanitaria per lo specchio d’acqua e il tratto di costa. In caso di rilevazione della presenza di oltre 100.000 cellule per litro scatta la fase di emergenza sanitaria. In cui si possono prevedere anche ordinanze di divieto della balneazione ed è previsto un monitoraggio sanitario dei casi di sintomatologia sospetta o conclamata dalla Asl e dalle sue strutture sul territorio.
Nel momento in cui scatta l’allerta sanitaria, indicata nel tratto di costa coinvolto con apposita cartellonistica, sono previsti il rafforzamento del monitoraggio delle acque e alcune precauzioni indicate per le persone. La balneazione e lo stazionamento nel tratto di costa vengono sconsigliati, soprattutto a coloro che hanno problemi respiratori o altre patologie pregresse. Durante la fioritura dell’alga tossica l’esposizione, per inalazione o contatto con l’acqua inquinata dalla sua presenza, può provocare disturbi respiratori e irritazioni oculari e cutanee fino a sindromi para-influenzali, febbre, mal di testa, nausea o vomito nei casi più gravi. Sono tutti sintomi a bassa incidenza che tendono ad essere superati in poche ore.
Rischi particolari per l’esposizione alla Ostreopsis ovata sono riscontrabili nei pescatori, sia professionali che sportivi, conseguenze di esposizione cutanea per l’utilizzo delle reti da pesca, per la raccolta di molluschi e per il consumo di prodotti ittici pescati nei tratti di acqua contaminati.
Dopo una settimana esatta l’allerta è ancora in vigore. «La situazione non è peggiorata, ma resta stabile» riferisce Gabriele Barisano, assessore all’ambiente del Comune di Vasto. «Le elevate temperature dell’acqua del mare certamente non aiutano», sottolinea il delegato della giunta Menna. L’auspicio è che a breve l’allerta possa rientrare con la scomparsa dell’alga nel tratto di costa: «nei prossimi giorni saranno effettuate nuove analisi e siamo fiduciosi che la situazione possa presto migliorare e tornare alla normalità» conclude Barisano.



