Dopo la revoca dell’aggiudicazione della concessione, il Partito Comunista dei Lavoratori del Molise contesta l’ipotesi di un indennizzo da 107mila euro alla società privata. La proposta: recuperare i ticket pagati dai cittadini, rimborsare le sanzioni e destinare le somme a un fondo sociale comunale.
ISERNIA. La vicenda degli stalli blu di Isernia entra in una nuova fase, dopo la decisione del Comune di revocare l’aggiudicazione della concessione del servizio. A intervenire è il Partito Comunista dei Lavoratori – Sezione regionale del Molise, che rivendica il risultato ottenuto dopo anni di contestazioni.
Secondo il PCL Molise, la revoca rappresenta «una prima fase della lotta» contro un sistema di gestione della sosta a pagamento che il partito definisce «maldestro e antisociale», ricordando come la concessione fosse stata impostata nel 2019 per una durata di quindici anni.
Il PCL riconosce alla nuova amministrazione comunale di aver raccolto le proteste sviluppatesi negli anni, ma invita ora il Comune a evitare che le conseguenze economiche della vicenda vengano scaricate sulla collettività.
Il nodo dei 107mila euro
Al centro della contestazione vi è la scelta del Comune di prevedere un possibile indennizzo di circa 107mila euro in favore della società privata, mentre, secondo quanto riportato dal PCL, la stessa società avrebbe avanzato una richiesta superiore ai 600mila euro. Il partito contesta l’interpretazione secondo cui il Comune sarebbe automaticamente obbligato a versare l’indennizzo per effetto dell’articolo 21-quinquies della legge 241 del 1990, relativo alla revoca dei provvedimenti amministrativi.
Secondo il PCL quella norma troverebbe applicazione quando la revoca incide su un rapporto negoziale già perfezionato. Nel caso degli stalli blu di Isernia, invece, il partito sottolinea come il rapporto sarebbe proseguito per anni senza la stipula definitiva del contratto.
Il richiamo alla sentenza del TAR Molise
Nella nota viene richiamata anche la sentenza del TAR Molise n. 330/2026, ritenuta significativa dal PCL per ricostruire il rapporto tra il Comune e il concessionario. Il partito cita in particolare alcuni passaggi della decisione nei quali si fa riferimento alle «gravissime criticità» maturate nel rapporto e alla sua lacunosità.
Viene inoltre richiamata quella che il TAR avrebbe definito la «palese abnormità» di un servizio esercitato attraverso un affidamento d’urgenza e senza contratto per un periodo molto lungo.
Secondo quanto riportato dal PCL, dalla stessa decisione emergerebbe inoltre che il Comune avrebbe chiesto alla società privata di sottoscrivere il contratto e che quest’ultima non avrebbe proceduto alla firma.
«L’indennizzo non venga scaricato sui cittadini»
Per il PCL, il Comune non dovrebbe «auto-impegnarsi» al pagamento dei 107mila euro prima che sia chiarito se esista realmente un obbligo giuridico a corrispondere tale somma. Il partito arriva inoltre a prospettare il possibile tema del danno erariale qualora somme pubbliche fossero corrisposte senza un valido presupposto giuridico.
Il problema originario del Piano del traffico
Secondo il PCL Molise, l’intera vicenda avrebbe dovuto essere affrontata già molto prima. La nota sostiene infatti che l’assetto originario degli stalli blu sarebbe stato incompatibile sin dall’inizio con il Piano urbano del traffico vigente al momento dell’aggiudicazione del 2019. Il partito fa riferimento a un numero compreso tra 827 e 867 stalli blu, a fronte di una previsione del Piano del traffico che, secondo la ricostruzione fornita, avrebbe consentito circa 200 posti, peraltro sottoposti a una preventiva fase di sperimentazione.
Per il PCL, quindi, l’amministrazione avrebbe potuto percorrere la strada della decadenza dell’aggiudicazione, sia per il contrasto con il Piano del traffico sia per la mancata sottoscrizione del contratto.
La richiesta di recuperare i ticket pagati dal 2019
Il PCL, insieme all’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto e all’A.T.I. di Isernia, rispettivamente rappresentate da De Luca e Di Schiavi, propone al Comune di verificare la possibilità di recuperare le somme incassate attraverso la sosta a pagamento.
Il PCL richiama inoltre precedenti pronunce del Tribunale di Isernia, sostenendo che sarebbe stata accertata l’inesigibilità di alcuni ticket. Sul punto viene evidenziata la questione dei canoni dovuti al Comune, che, secondo quanto affermato nella nota, non sarebbero stati integralmente versati dalla società concessionaria.
La richiesta di restituire le multe
Ancora più rilevante, dal punto di vista dei cittadini, è la richiesta relativa alle sanzioni amministrative elevate per violazioni connesse alla sosta a pagamento. Il PCL chiede infatti al Comune di valutare la restituzione delle multe riscosse, sostenendo che esse sarebbero state applicate nell’ambito di un sistema che presenta, a giudizio del partito, rilevanti problemi di legittimità amministrativa e contrattuale.
La proposta: un fondo sociale per Isernia
Il PCL Molise conclude la propria presa di posizione con una proposta politica precisa: utilizzare i 107mila euro attualmente destinati all’eventuale indennizzo e le somme che dovessero essere recuperate per costituire un fondo comunale destinato alle esigenze sociali della città.



