«Questi venticinque anni sono stati caratterizzati dalle storie di tante vittime che hanno trovato speranza, accoglienza, cura e amorevole accompagnamento nel doloroso percorso di liberazione dalle nuove forme di schiavitù, quali appunto la pedofilia e la pornografia minorile» scrive don Fortunato Di Noto nella prefazione al volume pubblicato da Meter in occasione della XXV Giornata Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza contro la pedofilia.
Disponibile gratuitamente sul sito di Meter onlus raccoglie contributi e messaggi giunti all’Associazione in questi venticinque anni di organizzazione dell’evento, ormai appuntamento fisso ogni anno.
«Abbiamo fatto di tutto affinché tali splendide umanità ferite non provassero la solitudine e l’abbandono, pur nella consapevolezza che ciò è sempre poco rispetto a quanto debba essere ancora compiuto: molti bambini devono essere liberati – la testimonianza di don Fortunato – Troppi sono ridotti a schiavitù sessuale e manipolati da chiare ideologie che riducono la vita umana a scarto, a merce, a oggetti di piacere».
Il volume raccoglie il sogno di Meter e «la fatica della bellezza dell’umano che cerca giustizia, pace e vita bella e sempre nuova: mai più abusi sui minori!La pedofilia e la pedopornografia sono considerate come le forme di violenza più abiette (pur non dimenticando le altre) contro i bambini». I protagonisti della Giornata sono stati sempre i bambini e in questi cinque lustri, aggiunge il fondatore di Meter, «si sono formate generazioni che hanno imparato a difendersi con responsabilità e consapevolezza dagli aggressori e dai predatori di innocenza» e «c’è ancora molto da fare e noi continueremo a farlo».
Il giorno successivo alla conclusione della XXV Giornata Bambini Vittime, il 2 maggio, in Germania è stata conclusa una maxi inchiesta contro una imponente rete pedocriminale: smantellata una piattaforma web con 400.000 utenti a livello globale. Boystown, questo il nome della piattaforma sul cosiddetto dark web, era dedicata alla condivisione di video e foto anche di gravi abusi sessuali su bambini piccoli. Sette blitz in Germania hanno portato all’arresto di tre persone, un altro arresto è avvenuto in Paraguay su richiesta delle autorità tedesche. Alla maxi operazione hanno contribuito forze di polizia tedesche, olandesi, svedesi, australiane, statunitensi e canadesi.
«Le comunità di autori di reati di minori online sul dark web mostrano una notevole capacità di recupero in risposta alle azioni delle forze dell’ordine contro di loro – si legge nel comunicato dell’Europol dopo l’operazione – le loro reazioni includono la resurrezione di vecchie comunità, la creazione di nuove comunità e il compiere grandi sforzi per organizzarle e amministrarle». L’operazione internazionale di polizia era iniziata nell’ottobre 2019 dopo un arresto in Germania: un 43enne aveva abusato della figlia già in tenera età e ha poi condiviso online le immagini del suo pedocrimine, le condivisioni furono 1800.
Il 5 maggio, giornata nazionale contro le pedofilia e la pedopornografia, Meter ha lanciato la campagna online «I bambini non si toccano». « Non possiamo più tollerare la violenza sui bambini e la responsabilità deve necessariamente essere condivisa da tutti – ha dichiarato don Fortunato Di Noto – l’impegno non si limiti ad una celebrazione ma ad un vero e proprio percorso di prevenzione e informazione, partendo dalle Agenzie educative (dalla scuola alle parrocchie, dai club sportivi alla famiglia)». I minori «non possono essere relegati a oggetti erotici per perversi pedofili, non devono essere trafficati e commercializzati – il grido di don Fortunato – i bambini non sono scarto e non possono essere utilizzati come clave ideologiche per la normalizzazione della pedofilia, un ulteriore vergogna che è sotto gli occhi di tutti». «Basta leggere e visitare migliaia di portali – denuncia il fondatore di Meter – che rivendicano la naturalità dei pedofili e la loro ‘virtuosità’: organizzazioni chiare ed evidenti a cui è troppo tenue la risposta nel contrasto”.
«Inquieta inoltre la ‘infantofilia’, una aberrazione nel già abominio degli abusi sui minori: neonati che vengono violati nella loro innocenza e che, del resto come tanti altri, non possono reagire, né chiedere aiuto» prosegue don Fortunato sottolineando come la pedopornografia è un trafico fenomeno globale come delinea il recente Report Meter 2020.
«I bambini sono seriamente in pericolo se non si attuano programmi di prevenzione, informazione e educazione non solo nel digitale – il suo appello – è responsabilità di tutti» come ci ha testimoniato nella videointervista che abbiamo pubblicato nelle scorse settimane, dove abbiamo ripercorso questi decenni di impegno di Meter, le Giornate Bambini Vittime e condiviso l’appello alla necessaria mobilitazione e l’indifferenza di troppi.





