Il lockdown dei primi mesi del 2020 ci ha confermato la spregiudicatezza, la sfida alla civiltà e alla società, l’indegna e arrogante prepotenza dei sistemi criminali del «mondo di mezzo» d’Abruzzo.
E da Pescara fino al vastese lo hanno sfruttato per vigliaccamente rafforzarsi. L’abbiamo documentato e denunciato ripetutamente nella seconda parte di quell’anno, senza dimenticare che meno di un anno prima il rampollo di totò u curtu era qui presente a Casalbordino. Vantato, vezzeggiato, coccolato, omaggiato mentre continuava a far pubblicità al libro sulla sua famiglia e sul caro padre amorevole che gli ha donato sani principi. Questo, ripetutamente, sui social e non solo continuava a ripetere. Nel silenzio e nell’accettazione quasi generali.
Rancitelli, i cittadini onesti e coraggiosi non si arrendono ad una violenta minoranza abbiamo titolato un nostro vecchio articolo. Altrove, più a sud, a partire dal vastese e dai violenti fatti della notte tra il 10 e l’11 giugno scorsi, quest’affermazione diventa una domanda. A cui vorremmo tanto avere una degna risposta …
Quel narcotraffico che, egemonizzato da famiglie (ma, lo ripetiamo ancora una volta, forse sarebbe più giusto chiamarli clan) – Spinelli, Di Silvio, Di Rocco, Bevilacqua, Ciarelli, Guarnieri, De Rosa, e altri cognomi, s’intende non stiamo generalizzando su ogni persona che porta questi cognomi ma la realtà è evidente a chiunque non voglia essere pavidamente cieco – imparentate e collegate ai Casamonica e agli Spada di Roma ed Ostia, in affari con le mafie pugliesi e la camorra di origine campana, attraversa tutta la costa abruzzese dal teramano e Pescara, fino agli ultimi comuni prima del Molise ovvero Casalbordino, Vasto e San Salvo. Sistemi retti da gang violente, che impongono la loro presenza sentendosi padroni di tutto e di tutti.
La fase 1 dell’emergenza, con il conseguente lockdown che tutti abbiamo cercato di rispettare, per loro – come denunciò la presidente del Comitato di Quartiere «Per una nuova Rancitelli» il 2 maggio e il 16 maggio – non è mai esistita e hanno continuato con la loro arroganza e prepotenza come prima, se non più di prima. E la legalità, le regole della convivenza civile, l’onestà si sono ritrovati ad arretrare: queste gang familiari e delinquenziali hanno conquistato nuovo spazio, si sono sentite sempre più forti e guai se questo, nel silenzio delle tiepide case, nelle prossime settimane dovesse ripetersi. Sarebbe una vergogna devastante e terribile. […]di aggressioni e pestaggi violenti, anche solo per un presunto sguardo o semplicemente perché avevano voglia di picchiare qualcuno, soprattutto da parte degli esponenti alle gang familiari criminali già citate, è stracolma la cronaca di questi anni. Quella che la stampa ha avuto la possibilità di raccontare e anche, come già dall’inizio di quest’anno è stata denunciata qui, tanti altri episodi rimasti nell’ombra per la pavidità e la connivenza di troppi. Episodi nel vastese, soprattutto nel paese che l’anno scorso ospitò e coccolò il terzogenito di Totò Riina, ci sono stati segnalati anche negli ultimi mesi
Hanno continuato a spacciare, ad intimidire, ad imporre la loro presenza violenta, prepotente e arrogante. Personaggi indegni e vigliacchi, collegati con le batterie e le famiglie foggiane, con la camorra e con i Casamonica di Roma. Che, non dimentichiamolo mai, sono originari di Campobasso e dell’Abruzzo. Come i Di Silvio, i Di Rocco, i De Rosa, i Guarniera, i Ciarelli e così via. Durante il lockdown sono sempre stati attivi, a Vasto, Casalbordino, nel teramano, tra Pescara e l’alto chietino varie volte le forze dell’ordine hanno stroncato giri di spacciatori.
È recente la notizia che un personaggio in obbligo di dimora a Casalbordino, autorizzato a recarsi in Puglia per motivi personali, in realtà è tornato con anche un carico di droga. Negli stessi giorni a Francavilla e Giulianova nell’ambito di controlli del rispetto del coprifuoco serale e delle disposizioni anti-pandemia le forze dell’ordine hanno fermato varie persone per possesso di droghe. E sempre a Giulianova è emersa la terribile e disumana violenza che ha subito da parte di un appartenente al solito giro criminale già citato una disabile, rapinata e derubata più volte da chi ha approfittato del suo non potersi difendere. È il modus operandi vigliacco e violento che durante il lockdown, nella violenta estate (tra Pescara, Lanciano e alcuni episodi minori sappiamo essere avvenuti anche vicino Vasto) appena trascorsa e che da anni si ripete. Solo il 19 novembre sono stati almeno tre i casi di controlli delle forze dell’ordine da cui è emerso che la violazione delle normative anti-covid erano funzionali a comportamenti illegali.
Questi criminali indegni, meschini e vigliacchi in quest’anno hanno cercato di alzare ancor di più la testa, violando ogni giorno il lockdown e ogni restrizione anti-contagio (arrivando anche a vantarsene sui social e non solo) per proseguire i loro sporchi traffici. I fuochi d’artificio ripetuti da Rancitelli al vastese sono uno dei simboli di questa loro arroganza criminale. Con l’attuale zona rossa, e la prospettiva di un ancora lungo periodo di lotta contro questa maledetta emergenza sanitaria, c’è il rischio che possano approfittarsene, sfruttare l’attenzione rivolta altrove e il nostro essere rispettosi di regole e leggi.
Personaggi a cui non va riconosciuta nessuna dignità che non hanno mai rispettato nessuna regola della civile convivenza, nessuna legalità, nessun interesse pubblico. Sono gli stessi che hanno sfidato la collettività e le istituzioni, e continuano a farlo, con scorribande, raid violenti, fuochi d’artificio ad ogni ora, che prima, durante e dopo i mesi di lockdown, zone rosse e confinamento più duri, sono sempre stati attivi ed egemoni nel narcotraffico, nel riciclaggio, nell’occupazione violenta e prepotente di case popolari, piazze, vie, ovunque. Sono gli stessi che, nelle scorse settimane, varie volte sono stati scoperti aver usufruito senza averne alcun diritto del reddito di cittadinanza. È successo ovunque, dalla Marsica al teramano fino al vastese, le cronache hanno segnalato vari casi a Vasto, Fossacesia e Casalbordino per esempio.





