Siamo ormai nel pieno del mese in cui cade il primo anniversario della nuova guerra tra Russia e Ucraina, la notte tra il 23 e il 24 febbraio di un anno fa ci furono i primi attacchi russi sul territorio ucraino. E, come ogni guerra, da subito esplose una drammatica crisi umanitaria con migliaia e migliaia di persone che cercarono di fuggire dalle bombe. Destinazione principale l’Europa occidentale. E lì dove la disperazione aumenta le mafie sono pronte a sfruttare ogni occasione e lucrare sulla vita, il dolore, le sofferenze e le ingiustizie.
Lo sfruttamento della schiavitù sessuale, il maschilismo più perverso e stuprante, ha impazzato nei giorni del recente Forum di Davos, come abbiamo riportato in un nostro articolo del 26 gennaio.
Conclusosi nella città svizzera il 20 gennaio. Quattro giorni dopo la fine del consesso internazionale l’Ufficio delle Nazioni Unite su droghe e crimine (UNDOC) ha pubblicato il suo annuale «Rapporto globale sulla tratta di esseri umani».
Documento in cui sono riportate anche conseguenze della pandemia e della guerra in Ucraina.
«Questo ultimo rapporto mostra come la pandemia abbia aumentato le vulnerabilità alla tratta di persone, minando ulteriormente le capacità di salvare le vittime e consegnare i criminali alla giustizia – ha affermato il Direttore esecutivo dell’UNODC Ghada Waly – non possiamo permettere che le crisi aggravino lo sfruttamento» e «le Nazioni Unite e la comunità dei donatori devono sostenere le autorità nazionali, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, per rispondere alle minacce della tratta e per identificare e proteggere le vittime soprattutto negli stati di emergenza» ha riportato The European Times.
Le guerre offrono opportunità da sfruttare per i trafficanti delle reti mafiose. La guerra in Ucraina sta aumentando i rischi di tratta per la popolazione sfollata – riporta sempre The European Times – e «la maggior parte delle vittime derivanti dai conflitti ha origine e viene trasferita in paesi dell’Africa e del Medio Oriente».
«Costrette a fuggire e spesso bisognose economicamente, le popolazioni sfollate sono facilmente prese di mira dai trafficanti» sottolinea il Rapporto dell’UNDOC che evidenzia che con la guerra in Ucraina si rischia un aumento «senza precedenti» delle vittime di tratta.
«Nel marzo 2022 il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha affermato che “per i predatori e i trafficanti di esseri umani, la guerra non è una tragedia, è un’opportunità” – si legge a pagina 52 del rapporto – Non tutte le vittime lo sono come risultato diretto di un conflitto armato ma hanno un ruolo fondamentale nella tratta a livello globale». «Chi fugge da guerre e persecuzioni sono facilmente presi di mira dai trafficanti che sfruttano la loro disperazione – si legge a pagina 54 – la numerosa presenza di truppe incrementa lo sfruttamento di schiavitù lavorativa e sessuale» e «il degrado dello Stato di diritto e istituzioni deboli aumenta la tratta durante il conflitto e nel periodo post-bellico».
A pagina 76 del rapporto si evidenzia come la guerra esplosa nel 2014 nei distretti di Donetsk e Luhansk aveva portato ad un forte aumento della tratta registrato già l’anno successivo.





