«La lista d’attesa si è chiusa completamente a settembre 2024, non c’è più possibilità di prenotare una prima visita. I bambini che hanno fatto una prima visita e che devono fare i test per le valutazioni devono attendere un minimo di 6 mesi per iniziare i test.
A conti fatti, per riuscire ad avere una diagnosi in Neuropsichiatria, ci vogliono circa due anni, in Abruzzo, dove la politica dice di essere sensibile e attenta verso le diagnosi precoci e gli interventi tempestivi e precoci, per intraprendere un percorso terapeutico c’è un’attesa di oltre 1 anno. Dai sintomi all’intervento terapeutico passano circa 3-4 anni».
È questo uno stralcio del comunicato con cui Asperger Abruzzo ha indetto il sit in di stamattina di fronte la ASL a Chieti, «la prima di una serie di manifestazioni che saranno organizzate davanti agli organi competenti che ci hanno lasciati soli e abbandonati ad un destino inaccettabile e che siamo costretti a cambiare» ha sottolineato lanciando l’iniziativa la presidente dell’associazione Marie Helene Benedetti.
«Basta liste d’attesa in Neuropsichiatria» e «i nostri figli non hanno tempo» si leggeva su due striscioni che riassumono il senso della protesta. In oltre tre ore di sit in vari interventi hanno testimoniato la dura realtà e ribadito le richieste alla ASL Chieti-Lanciano-Vasto e all’assessore regionale alla sanità Verì. Di fronte il cui ufficio, ha dichiarato Marie Helene Benedetti, l’associazione tornerà a protestare se non ci saranno risposte tra quindici giorni.





